Falso e omissione, le accuse all’ex prefetto

Per la procura, Provolo comunicò di aver attivato la sala operativa il 16. Ma avvenne due giorni dopo
PESCARA. La posizione dell'ex Prefetto di Pescara, Francesco Provolo, risulta piuttosto pesante, stando almeno a come i magistrati hanno confezionato nei suoi confronti (così come anche per il capo di gabinetto Leonardo Bianco e per la dirigente Ida De Cesaris) le accuse di falso, omissione di atti d'ufficio e omicidio e lesioni colpose plurime. Il ritardo nell'attivare la sala operativa provinciale di Protezione civile e il centro di coordinamento soccorsi, tutte prerogative che spettavano al Prefetto, avrebbe determinato gravissime conseguenze nell'approntare le misure di sicurezza. Posizione aggravata da quella nota inviata alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, al ministero degli Interni e per conoscenza a Regione e Protezione Civile: una comunicazione nella quale dava atto di aver attivato, alle 9 del 16 gennaio 2017 sala operativa e centro soccorsi. Cosa ritenuta non vera dalla procura. «Diversamente da quanto comunicato ometteva di attivare, quantomeno dalle ore 9 del 16 gennaio 2017, i due organismi. Entrambi strumenti indispensabili per assicurare, ai fini della tutela della sicurezza e incolumità pubblica, una effettiva e piena conoscenza delle specifiche situazioni di emergenza in atto e farvi fronte con le risorse coordinate». La sala operativa venne in effetti attivata solo il 18 gennaio 2017 dalle 10 e gli addetti invitati a scendere nella sala della protezione civile alle 13. Così facendo il Prefetto avrebbe omesso «di svolgere tempestivamente il ruolo assegnato dalla legge di coordinamento nella individuazione delle deficienze operative, quali l'inefficienza della turbina sgombra neve e di farvi fronte disponendo per la sua sostituzione... di disporre per il divieto di percorrenza della strada provinciale sino a Rigopiano e conseguente evacuazione tempestiva dell’hotel». Ritardo che a cascata avrebbe comportato altre gravi conseguenze. «Attivandosi ormai troppo tardi, solo alle 18,28 del 18 gennaio nel chiedere l'intervento di personale e attrezzature dell'esercito italiano per lo sgombero della neve nei paesi montani della provincia di Pescara e poi alle 20,52 di quello stesso giorno nel far richiedere 3 turbine alla sala operativa della Regione». Ritardi che avrebbero reso impossibile ai presenti in albergo di allontanarsi dallo stesso. (m.cir)

