Falso sms per svuotare il conto, caccia al truffatore napoletano

24 Maggio 2022

Una donna riceve un finto messaggio dalla banca, inserisce i codici e spariscono 8mila euro L’intervento immediato della polizia postale blocca l’accredito. I consigli: non fornite i vostri dati

PESCARA. Si chiama vishing la nuova truffa ai danni dei consumatori. Un messaggio o una telefonata, apparentemente proveniente dal numero della propria banca, l’invito a fornire i codici operativi del conto corrente, che così in un attimo viene svuotato. Ed è quello che è accaduto, nei giorni scorsi, ad una pescarese, a cui sono stati portati via ottomila euro. La donna però si è subito resa conto di essere stata raggirata, si è rivolta alla polizia postale, la quale è riuscita subito a recuperare l’intera somma. Ora le indagini, coordinate dalla procura dell’Aquila, si stanno concentrando su un 50enne napoletano, con precedenti specifici.
Tutto ha avuto inizio con un sms, all’apparenza proveniente appunto da un noto istituto di credito, attraverso cui la vittima è stata informata di anomalie registrate sul proprio conto. Con l’inganno, la donna è stata indotta a cliccare su un link che rimandava ad una pagina web molto simile a quella della propria banca e, quindi, invitata a digitare i dati del proprio conto. A questo punto, è stata contattata telefonicamente da un uomo che, presentandosi come un operatore dell’istituto di credito, l’ha indotta a comunicare un codice, nel frattempo apparso sul display del proprio telefonino. Soltanto dopo qualche minuto, nell’accedere on line al suo conto, la donna si è resa conto che, a propria insaputa, era stato appena effettuato un bonifico di 8mila euro. Non riuscendo in nessun modo ad annullare l’operazione, si è rivolta immediatamente alla polizia postale di Pescara, diretta da Elisabetta Narciso. Nel giro di pochissimo, gli operatori della Sezione Financial Cybercrime sono riusciti bloccare tutto, restituendole i soldi.
Il compartimento della polizia postale e delle comunicazioni invita a fare attenzione in quanto questo tipo di raggiri sono in continuo aumento, spiega, «è sempre lo stesso ossia la vittima viene contattata telefonicamente da finti operatori bancari o di società emittenti carte di credito, i quali riferendo di presunte anomalie avvisano la persona che, nel suo stesso interesse, è necessario attivare fantomatiche “procedure di sicurezza”. Le chiedono, quindi, di leggere ad voce alta il “codice di conferma” che, proprio in quel momento, appare via messaggio sul display del telefono, il quale altro non è che il codice autorizzativo di una transazione che i truffatori stanno tentando di effettuare via web. I cyber criminali infatti, entrati precedentemente in possesso dei dati della carta di credito (numero di carta, data di scadenza), hanno bisogno di conoscere tale codice di sicurezza per completare la transazione in corso e sottrarre così il denaro».
L’appello, l'ennesimo, della polizia postale, pertanto, è questo: «È opportuno», si fa presente, «diffidare sempre di fronte a soggetti che richiedono dati, presentandosi come operatori di istituzioni pubbliche, importanti aziende o istituti bancari. E' utile invece procedere a semplici ed attente verifiche, contattando direttamente l’ente coinvolto che potrà confermare i nostri sospetti».