Famiglie, i mutui sono ancora sospesi

19 Luglio 2020

Niente rate fino al 30 settembre. E per le imprese lo stop è prolungato di due anni. Ecco la nuova circolare delle banche

L'AQUILA. Mutui sospesi, per le famiglie, fino al 30 settembre. E per le imprese lo stop al pagamento delle rate viene prolungato di due anni. Sono queste le condizioni migliorative contenute nella nuova circolare dell'Associazione bancaria italiana (Abi), che recepisce le linee guida dell'European Banking Authority sulle agevolazioni creditizie anti-coronavirus. La prima conseguenza è che, per tutti gli accordi di moratoria sui mutui delle famiglie, sottoscritti nei mesi scorsi, il nuovo termine di scadenza è prorogato al 30 settembre prossimo. Nell’addendum del 23 aprile scorso si prevede una sospensione massima di dodici mesi: durata sulla quale non intervengono sostanziali novità. Quanto ai prestiti alle piccole aziende, totalmente garantiti dallo Stato, sono oltre 20mila le richieste di finanziamento esaminate e approvate, in Abruzzo, dalle banche.
MIGLIORI CONDIZIONI. Le famiglie potranno beneficiare di interventi più favorevoli sui mutui, come la sospensione dell’intera rata e non solo della quota capitale. Sono state introdotte, inoltre, nuove casistiche che consentono di accedere alla moratoria. La platea dei beneficiari, viene, infatti ampliata anche ai soci delle società di capitale, a coloro che hanno subito sospensioni dell’orario di lavoro fino a 30 giorni, a chi ha avuto danni da Covid-19 dimostrabili con l'autocertificazione. Saranno ammessi alla misura anche mutui con agevolazioni pubbliche e con cessione del quinto dello stipendio. Inoltre, è previsto un nuovo iter per la sospensione delle rate, in quanto fino al 31 dicembre prossimo, la banca, appena ricevuta la domanda e verificata la sua completezza, congelerà il mutuo immediatamente, prima di inviarla alla Consap, la società che gestisce il Fondo. Il Governo ha stanziato ben 400.000 di euro, e questo ha consentito di allargare la categoria dei beneficiari e di concedere più agevolmente la moratoria. La norma esclude dalla moratoria i mutui seconda casa e ristrutturazioni.
DUE ANNI DI STOP. Anche le piccole e medie imprese potranno beneficiare di alcuni correttivi rispetto all’accordo per il credito del 2019 e all’addendum del marzo scorso. In particolare, è possibile, anche in questo caso, sospendere l’intera rata del mutuo, non solo la quota capitale, ed in più estendere la sospensione fino a due mesi. Inoltre, si può applicare la moratoria anche alle imprese con esposizioni deteriorate alla data di presentazione della domanda, purché in bonis al 31 gennaio scorso.
Restano, comunque escluse, le esposizioni in sofferenza. Anche alle grandi imprese viene applicata la sospensione dell’intera rata e resta allargato il perimetro soggettivo, in base a quanto previsto dall’addendum dello scorso 22 maggio.
PICCOLI PRESTITI. Si alza anche la soglia dei prestiti garantiti al 100% al Governo e dedicati alle microimprese, ditte individuali e lavoratori autonomi: la quota di finanziamento passa da 25mila a 30mila euro. La somma richiesta non può superare il 25% del fatturato, o il doppio della spesa sostenuta per pagare i dipendenti. Passa, inoltre, da 6 a 10 anni la durata dell’ammortamento, in risposta alle critiche dei tecnici che reputavano "troppo brevi i tempi stabiliti per il rimborso del credito".
FINANZIAMENTI IMPRESE. Secondo gli ultimi dati diffusi dal Fondo di garanzia nazionale, sono oltre 20mila le imprese abruzzesi che si sono rivolte alle banche per ottenere un finanziamento, sulla base delle misure contenute nei decreti Cura Italia e Liquidità. Dall'avvio delle richieste, il 17 marzo scorso, sono state 20.030 le pratiche esaminate in Abruzzo, che hanno avuto il via libera dagli istituti bancari. L'ammontare complessivo dei finanziamenti sfiora gli 888 milioni di euro. Le aziende hanno ottenuto, in media, 44mila e 90 euro a testa. La fascia più consistente di finanziamenti erogati è quella fino a 30mila euro ( inizialmente la soglia stabilita era di 25mila euro), che assorbe il 93% delle richieste. Parliamo di oltre 347 milioni di euro. La media nazionale dei singoli importi erogati è molto più alta di quella abruzzese e supera i 60mila euro.