«Famiglie rigide e disorganizzate»

29 Maggio 2015

Così gli studenti di tre scuole superiori rispondono ai test sulla prevenzione

MONTESILVANO. «I genitori devono smettere di considerare i loro figli adolescenti come esseri in trasformazione e trattarli come giovani adulti con diritti e doveri». Ne sono convinte le sociologhe che ieri mattina hanno partecipato al convegno “Famiglia e Prevenzione”, a palazzo di città, incontro al quale hanno partecipato alcuni studenti del liceo scientifico D’Ascanio.

Il seminario, moderato da Anna Paola Santucci, responsabile del servizio civile dell’ente, ha visto come relatrici Sara Squartecchia, curatrice, con Nicoletta D’Agostino, di uno studio su famiglia e prevenzione condotto nell’ambito del servizio civile, e Dorinda Silvestri, sociologa e mediatrice familiare.

Durante l’incontro sono stati illustrati i risultati dei test somministrati a 300 ragazzi delle classi quinte del liceo montesilvanese, degli istituti tecnici pescaresi Aterno-Manthonè e Acerbo. Le indagini avevano lo scopo di misurare la coesione che il ragazzo prova nei confronti di un congiunto e una valutazione sul funzionamento della sua famiglia.

«Ciò che emerge», spiega Santucci, «è che il 63,44% dei ragazzi intervistati cresce in una famiglia dove c’è una situazione di disimpegno del legame emotivo che unisce ciascun componente del contesto parentale. Il 57,6% percepisce la propria famiglia come disorganizzata, o troppo rigida, di fronte ai cambiamenti e alle decisioni». (a.l.)

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