«Fanghi marini, basta proroghe»

13 Marzo 2018

Città Sant’Angelo. Interpellanza di Bracco (LeU) in Regione per il progetto Nicolaj fermo da 5 anni

CITTÀ SANT’ANGELO. Un'interpellanza per chiarire perché il servizio rifiuti della Regione abbia concesso alla ditta Nicolaj nuovi termini per la realizzare e gestire una piattaforma per il trattamento e il recupero dei sedimenti di dragaggio fluviali e marino costieri a Piano di Sacco di Città Sant'Angelo. Il documento politico a firma del consigliere regionale di Sinistra italiana, Leandro Bracco, ha protocollato ieri riguarda una vicenda ambientale che da anni preoccupa in misura notevole sia la comunità angolana che una parte del Pescarese.
«Cinque anni fa» spiega il reppresentante di Liberi e Uguali (LeU), «la Regione ha autorizzato il progetto proposto dalla ditta Nicolaj. La lettera b del comma 7 dell'articolo 45 della legge regionale numero 45 del 2007 stabilisce che il provvedimento di approvazione del progetto decade automaticamente, qualora i lavori non vengano iniziati e l'impianto non sia messo in esercizio, rispettivamente, entro dodici mesi per l'inizio dei lavori ed entro trentasei mesi per la messa in esercizio in ogni altro caso. Ottenuto il via libera, la ditta» rimarca Bracco «non solo avrebbe dovuto avviare i lavori ma, considerato il lasso di tempo trascorso, addirittura concluderli. E invece oggi della piattaforma non esiste traccia. In aggiunta, la circostanza dei nuovi termini concessi assume rilevanza, se si considera che l'autorizzazione non ha una durata illimitata nel tempo ma anzi è subordinata a un regime specifico di decadenze».
Il consigliere aggiunge che da chiarire è soprattutto l'aspetto procedurale, perché «la determina del 2013 approvò solamente una parte del progetto. Funzionalmente collegato alla piattaforma era previsto un impianto di chiarificazione e desalinizzazione, sezione importante della struttura proprio perché necessaria alla gestione dell'impianto. Non posso non notare» rileva ancora Bracco, «come questa parte del progetto sia stata sottoposta a valutazione ambientale e successivamente a valutazione di impatto ambientale solo parecchio tempo dopo. Quali sono i motivi che stanno a monte dell'attuazione di una procedura alquanto sui generis?».
Per l’esponente di LeU, è urgente che vengano fornite quanto più celermente possibile tutte le risposte che questa vicenda richiede. «È un diritto per la cittadinanza angolana e Pescarese conoscere il destino del territorio nel quale vivono, che da alcuni anni è stato definito come una realtà avviata a diventare la pattumiera d'Abruzzo».
Sul caso dlela piattaforma Nicolaj, interviene anche la vicesindaco dimissionaria di Città Sant’Angelo, Alice Fabbiani. «Sia pure dall’opposizione», dice «continua la battaglia di Sinistra italiana per la difesa di Piano di Sacco con il coinvolgimento del consigliere regionale Leandro Bracco. Non possiamo danneggiare così il nostro territorio, soprattutto dopo il riconoscimento internazionale per Città Sant’Angelo, località dove il buon vivere deve essere preservato». (a.s.)
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