Far rinascere il fiume: la parola ai cittadini

8 Luglio 2022

Attivati il sito web e il laboratorio per avviare il progetto che vede insieme Pescara e altri 17 Comuni

PESCARA. Scrivere insieme a tecnici, associazioni, amministratori, imprenditori e semplici cittadini le basi per una riqualificazione del fiume. Con quest’obiettivo ieri all'Aurum si è svolto il laboratorio di partecipazione organizzato nell'ambito del Contratto di fiume Pescara, lo strumento di programmazione per la tutela e la valorizzazione dei territori fluviali che il Comune di Pescara (capofila) ha sottoscritto insieme a 17 altri Enti (Alanno, Bolognano, Bussi sul Tirino, Capestrano, Castiglione a Casauria, Cepagatti, Chieti, Manoppello, Popoli, Rosciano, San Giovanni Teatino, Scafa, Spoltore, Tocco da Casauria, Torre de’ Passeri, Turrivalignani e la Provincia di Pescara) per la rinascita di 60 km di corso d'acqua, con le sue sponde, che vanno dalla foce del Pescara alle sorgenti a Popoli e dalla confluenza con il fiume Tirino fino a Capestrano. Firmato un anno fa il manifesto d’intenti, ora l’iter va verso la sottoscrizione del contratto e la predisposizione dei progetti.
Per dare concretezza alle proposte è partita una fase partecipativa, attraverso due metodi: il web con il sito (www.cdfpescara.it), dove chiunque può esprimere la propria opinione sulla qualità dell’acqua, sull’ecosistema fluviale, sulla fruizione e sullo sviluppo economico del territorio fluviale; e poi il laboratorio partecipativo che ieri ha visto la creazione di 4 gruppi di lavoro che si sono confrontati secondo la metodologia europea EASW (European Awareness Scenario Workshop), «l’unico metodo di partecipazione ufficialmente patrocinato dall’Ue dagli anni ’90», spiega Massimo Bastiani, national monitor EASW per la Commissione Europea e coordinatore del tavolo nazionale dei Contratti di Fiume.
«Con questa metodologia si parte dal presupposto che i cittadini sono degli esperti perché vivono il territorio. Stiamo lavorando per capire qual è la visione di lungo-medio termine, perché chi non immagina il futuro non riesce a costruirlo». «Il mondo sta cambiando velocemente in negativo», commenta il sindaco Carlo Masci, «e non si può più trascurare questo aspetto, né affrontarlo con un mucchio di carte. Bisogna arrivare a soluzioni. Il contratto di fiume va in questa direzione: elaborare progetti specifici per rinaturalizzare il fiume, renderlo fruibile per i cittadini e valorizzarlo in termini ambientali. Progetti mirati che potranno essere realizzati con risorse provenienti dal Pnrr o dai bandi europei».
«Il contratto di fiume Pescara sarà strutturato come Piano Processo per riorganizzare il ciclo metabolico del fiume, rispettando l'evoluzione continua del paesaggio», chiarisce Ester Zazzero, rup del contratto di fiume Pescara. Per i contratti di fiume abruzzesi, la Regione ha investito 300 mila euro, dei quali 50 mila per Pescara. «La Regione ha finanziato questo strumento utilissimo», spiega il consigliere regionale Vincenzo D’Incecco, «che ci permette di immaginare, insieme agli altri enti, cosa fare per questa risorsa importante, per renderla fruibile e uno strumento di marketing territoriale». Presente in rappresentanza della Regione anche Patrizio Schiazza, consulente delegato.