Farindola, dopo la tragedia il turismo stenta a decollare

L’ex dipendente dell’hotel Grazia Colangeli continua a gestire un ristorante «Qui si sopravvive, ma tra i giovani c’è la voglia e la caparbietà di andare avanti»
FARINDOLA. A Farindola si prova a ripartire, nonostante il cuore gonfio ancora di dolore. Il 18 gennaio 2017, la valanga, l’hotel Rigopiano distrutto e le 29 vittime sotto le macerie sono ancora un dolore troppo grande per tutti. Il turismo e le attività devono comunque andare avanti. Per chi all’hotel Rigopiano ha passato una vita lavorativa, o ha iniziato lì a muovere i suoi primi passi nel mondo del lavoro, è ancor più dura. Grazia Colangeli, 25enne farindolese doc ed ex dipendente dell’hotel Rigopiano, come altri pochi colleghi è scampata alla valanga che ha travolto l’hotel solo perché quel giorno non lavorava. «Da quel 18 gennaio è passato del tempo, poco tempo, a volte tanto, non si capisce. Le giornate qui a Farindola sono cambiate, si sopravvive, ma si ha la voglia, la caparbietà di andare avanti. In tanti abbiamo preso la decisione di rimanere qui, con molti ostacoli e con dei sogni da realizzare. Abbiamo avuto l’esempio e l’orgoglio di avere una persona (Roberto Del Rosso), un genio, un amante di questo posto che ci ha insegnato tante cose», racconta Grazia con dolcezza e commozione. «A noi ragazzi de “La Cuccumella” quel 18 gennaio 2017 ci ha improvvisamente e drasticamente cambiati. È dura ogni giorno aprire gli occhi, guardare la montagna che hai dietro le spalle, vedere quel segno lungo e tremendo che è causa di tutto questo vuoto. Un anno fa aprivamo “La Cuccumella”, il nostro “recipiente” di emozioni, da dipendenti ci siamo trovati a gestire un ristorante-affittacamere grazie al contributo che la Caritas Italiana e la Cei hanno deciso di donare a Farindola, per darle e darci una seconda possibilità. Siamo ancora qui, dopo un anno, con dentro mille gioie, ma anche mille dolori». Farindola e Rigopiano hanno vissuto la seconda estate dopo il crollo, ma cercano con forza di ripartire per avere un futuro. La zona dell’hotel Rigopiano intanto è stata da qualche tempo bonificata nella sua interezza. Nell’area, sottoposta al controllo di carabinieri e polizia locale, non si sono più verificati spiacevoli intrusioni. Dopo gli episodi avvenuti nel giorno di Pasquetta, i militari hanno aumentato controllo e sorveglianza. «Non si sono più verificati episodi di turismo macabro. Tutto ciò sia grazie ad un maggior controllo della zona, sia per la tempestiva bonifica dell’area sotto sequestro. Anche cittadini e turisti hanno compreso il rispetto che occorre avere per un luogo in cui 29 persone hanno perso la vita», spiega il capitano della polizia locale di Farindola, Natalino Matricciani.

