Farindola querela Charlie Hebdo

Sott’accusa la vignetta sulla valanga del periodico francese. E sul web spunta la petizione contro la fiction: quasi mille firme
FARINDOLA. La Morte su una pista da sci con le falci al posto delle racchette e il titolo “Italia: la neve è arrivata»; l’hotel che si vede saltare alla sua sinistra e la vignetta (che fa riferimento sia alla neve che alla morte) «e non ce ne sarà per tutti» che in questo caso corrisponderebbe a un’espressione tipica francese traducibile con «chi prima arriva meglio alloggia».
Una vignetta che il periodico francese Charlie Hebdo ha pubblicato sulla sua pagina Facebook il giorno dopo la tragica valanga di Rigopiano, il 19 gennaio, quando non solo l’Italia, ma mezzo mondo, era in apprensione per i dispersi sotto quel disastro. Adesso, a distanza di meno di un mese, e con 29 vittime da piangere, il sindaco di Farindola Ilario Lacchetta ha presentato nei confronti «di ignoti autori della vignetta e dei direttori responsabili della testata» una querela per diffamazione aggravata. E per farlo si è affidato allo stesso legale di Rieti, l’avvocato Mario Cicchetti che, per conto del sindaco di Amatrice, lo scorso settembre aveva presentato la medesima querela per l’altra offensiva e macabra vignetta del periodico francese sulle vittime del terremoto. «È solo un attacco che offende la memoria di tutte le vittime di Rigopiano e tutta la popolazione»; si legge nella querela. «Qualunque interpretazione di carattere sociale o critico non ha ragione di esistere per un semplice fatto: la vignetta è stata pubblicata quando non si sapeva ancora nulla delle modalità con le quali si era verificato l’evento, delle problematiche che si erano registrate prima della valanga e di qualunque altra circostanza utile a ricostruire l’evento. Solo un vile attacco, senza alcuno motivo di esistere, fatta a una popolazione già in ginocchio e che non merita in alcun modo di essere derisa».
E sempre per difendere la memoria delle vittime e il dolore di chi le piange è stata avviata una petizione online contro la realizzazione della fiction sulla valanga di Rigopiano annunciata nei giorni scorsi dalla casa di produzione Taodue. L’iniziativa, ospitata dalla piattaforma delle petizioni online Change.org fino a ieri sera, dopo quattro giorni, aveva raccolto 888 firme. Persone abruzzesi ma non solo che hanno sottoscritto quanto sostenuto dal promotore della petizione Francesco Di Giandomenico: «Non trovo affatto giusto fare una serie Tv sulla tragedia di Rigopiano, aiutatemi per favore a non mandare in onda questo scempio per rispetto delle persone decedute e di tutte quelle persone che sono andate a salvare le persone intrappalate in quell'inferno!». Appello raccolto. Le motivazioni, quasi tutte uguali: «Per rispetto». Dei tempi e delle persone.
(s.d.l.)
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