Farmacia comunale, Florindi nella bufera

20 Aprile 2018

Città Sant’Angelo, consiglieri e direttore contro le affermazioni del sindaco: «Il servizio non è in perdita»

CITTA’ SANT’ANGELO. «Una società che produce utili non va assolutamente sacrificata alle esigenze di una classe politica che in questo momento si trova in grosse difficoltà. E non si può neanche far passare il concetto che si sta eliminando un ramo secco da un albero verde. L’albero è morto, e l’unico ramo verde è quello della farmacia comunale».
Questa la metafora usata dalla consigliera comunale di “SiAmo Città Sant’Angelo” Lucia Travaglini alla conferenza stampa convocata ieri mattina in Provincia per presentare la grande mobilitazione popolare contro la vendita della Farmacia comunale di Città Sant’Angelo, e contestare le affermazioni del sindaco Gabriele Florindi secondo il quale la Farmacia è in perdita e, tempo due anni, «non varrà più niente». Maurizio Valloreo, Matteo Perazzetti, Lucia Travaglini, consiglieri del gruppo di opposizione “SiAmo Città Sant’Angelo”, e con loro il consigliere comunale dei 5 Stelle Carlo Ciabarra, hanno smentito punto per punto il tentativo dell’amministrazione comunale di «svendere Città Sant’Angelo». «I dati del bilancio sono incontestabili», hanno affermato i tre consiglieri «e dimostrano che la lettura del bilancio è stata un po’ veloce. Nel 2015 la Farmacia comunale di Città Sant’Angelo ha fatturato 1.254.000 euro, lo scorso anno il fatturato è stato di 1.337.000 euro. Un fatturato in crescita, quindi, e un servizio apprezzato da tutti e svolto con abnegazione dal personale che si occupa anche del trasporto scolastico. Ora si vuole svendere un servizio per fare cassa, e per rimediare alla gestione fallimentare dell’amministrazione. Invitiamo tutti a partecipare all’assemblea pubblica che si terrà oggi nella nostra sede di via Gabriele D’Annunzio e il 26 al consiglio comunale per dire no alla vendita della Farmacia». Da Parigi Antonio Pace, direttore della Farmacia comunale, accusa senza mezzi termini Florindi di «dire bugie». «Chiederò un confronto pubblico con il sindaco per gli opportuni chiarimenti», sottolinea Pace, «se quello che dice fosse vero, nessuno comprerebbe mai la nostra farmacia». (l.d.f.)
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