Farmacie risarcite dal governo

Gizzi (Assofarm): «Ristori giusti, attendiamo l’abolizione Iva»
PESCARA. Da domani, con la riapertura di varie attività, scatterà anche l'obbligo delle mascherine su tutti i mezzi pubblici, i taxi, nelle aziende ove non sia possibile il distanziamento e negli ambienti chiusi. Sarà possibile reperirle, ha annunciato il commissario Domenico Arcuri, in 50 mila punti vendita, uno ogni 1.200 abitanti, al prezzo massimo di 50 centesimi. Arcuri ha annunciato di aver sottoscritto un accordo con farmacie, parafarmacie, Confcommercio, Federdistribuzione e Coop per mettere in vendita le mascherine al prezzo di 50 centesimi fissato dall'ordinanza. Nella mattinata del primo maggio, infatti, Assofarm, presieduta dall’aquilano Venanzio Gizzi (nella foto), insieme a tutte le altre sigle della distribuzione intermedia e finale del farmaco, ha siglato un protocollo d’intesa, teso a risolvere le criticità emerse a seguito dell’Ordinanza n. 11/2020 che fissava il prezzo unitario di vendita delle mascherine chirurgiche a 0,50 euro al netto dell’Iva. «La cosa più importante? Abbiamo eliminato le speculazioni sulle mascherine», commenta Gizzi. «La nostra preoccupazione era quella di salvaguardare le farmacie che in deposito avevano mascherine pagate ad un prezzo più elevato e che adesso verranno ristorate. Potranno far parte dell’azione di ristoro gli acquisti effettuati dal 1 aprile, e giacenti in magazzino alla data della mezzanotte del 26 aprile. Faranno parte del ristoro anche eventuali giacenze riguardanti le mascherine ordinate da lunedì 20 aprile e introdotte in magazzino fino alle ore 23,59 del 3 maggio», si legge nella nota di Assofarm. «Il commissario Arcuri corrisponderà il differenziale tra i costi sostenuti dalle farmacie per approvvigionarsi di mascherine chirurgiche monouso, fino alle ore 23.59 del 26 aprile 2020, e il prezzo di € 0,40 per singola unità, a decorrere dalla mezzanotte del 26 aprile 2020 e fino all’esaurimento delle scorte». «Questa è una buona soluzione, perché i distributori acquisteranno le mascherine a 0,38 centesimi con un ricarico di 2 centesimi e le farmacie potranno ricaricarle di 10 centesimi al netto dell’Iva». Gizzi, però, si auspica che il prezzo scenda ulteriormente. «Ora speriamo che con il prossimo decreto, come ha già annunciato dal premier Conte, venga eliminata l’Iva dalle mascherine».
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