Fase 3, si riunisce il comitato di esperti

Dettate le linee alla Regione per la ripresa dell’economia. D’Orazio nominato presidente
PESCARA. Si è riunito ieri il comitato tecnico-scientifico insediato per elaborare e suggerire misure di intervento per fronteggiare le problematiche economiche determinate sul territorio abruzzese dall’emergenza Covid-19. La riunione ha visto la nomina di Benigno D’Orazio come presidente del comitato, della dirigente scolastica Donatella D’Amico (vicepresidente) e di Daniele Giangiulli (segretario). Presenti all’incontro tutti gli altri componenti, ovvero Giuseppe Mauro, Christian Corsi, Vincenzo Di Baldassarre, Donatella D’Amico, Pasquale Marchese, Rocco Micucci, Sandro Sala e Marco Fracassi, e il presidente del consiglio regionale, Lorenzo Sospiri, che ha aperto i lavori della riunione. Il comitato tecnico-scientifico individuato aiuterà la Regione a scrivere la legge “Cura Abruzzo 3”, con la riprogrammazione dei fondi strutturali Fesr e Fsc, concentrandosi soprattutto su chi produce lavoro e reddito e crea occupazione, quindi sulle partite Iva e sulle micro e piccole imprese. Le principali linee d’azione sono efficientamento energetico, sostenibilità, microcredito, scuola e formazione. Il plafond a disposizione è di 40-50 milioni di euro”.
«Il primo obiettivo», spiega il residente del comitato D’Orazio, sarà quello di ristabilire la fiducia per le imprese che spesso non tentano neanche di accedere ai fondi resi disponibili per timore di spendere risorse senza poi ottenere i rimborsi previsti».
«Credo che si debba agganciare il momento storico con delle linee tematiche per dare un quadro di un Abruzzo sostenibile e verde», spiega il professor Mauro, «individuando delle aree che comprendano il sociale, imprese e attività produttive, istruzione e formazione, turismo, cultura e borghi, infrastrutture e ambiente.
A sottolineare l’importanza di investire sulla formazione è la dirigente e vicepresidente del comitato, Donatella D’Amico: «In Abruzzo, secondo i dati Istat 2019, dunque pre-Covid, nella fascia di età compresa tra i 20 e i 35 anni, ovvero il nostro futuro, ci sono 200mila giovani, e il 15% di essi sono disoccupati, ovvero 30mila ragazzi, e con la crisi del Covid-19 suppongo che il numero sia anche cresciuto. Il nostro compito dovrà essere quello di investire su questa fascia d’età pensando, ad esempio, agli incubatori d’impresa. Poi la scuola», conclude la dirigente scolastica D’Amico, «che oggi è già in grave difficoltà, la prima prova sarà costituita dagli esami di Stato ai quali, però accederà uno studente per volta. A settembre non sappiamo come riprenderà effettivamente l’attività».
«Le linee indicate dalla Regione», aggiunge l’avvocato Di Baldassarre, «devono essere il vademecum da cui parte il lavoro del comitato, ogni misura economica che andremo a elaborare, settore per settore, dovrà avere l’effetto moltiplicatore per far crescere la microimpresa e non farla solo sopravvivere».
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