Fatale la sua passione per il pallone

10 Agosto 2019

Lorenzo aveva problemi cardiaci. Doveva sottoporsi a nuovi esami

FRANCAVILLA AL MARE. La tragedia di Villanesi, con la morte sul campo di calcetto di Lorenzo Verna, appena 15 anni, ha scosso la comunità francavillese e quella di Chieti, che il giorno dopo si sono svegliate attonite tra pagine di giornali e servizi tv impegnati a raccontare quanto accaduto giovedì sera. Sulla costa, in pochi hanno voglia di parlare, troppo forte il dolore e lo shock. Chi lo fa, fatica a trattenere le lacrime mentre cerca di tratteggiare un'immagine di Lorenzo.
Un ragazzo nato e cresciuto a Milano, ma con Francavilla nel cuore, la città dove trascorreva le vacanze estive. Ogni anno, finita la scuola si trasferiva qui, dove rimaneva fino a fine estate. Per lui questo posto valeva molto di più di una vacanza da sogno dall'altro lato del mondo: gli bastava la sua comitiva, con cui trascorrere i giorni spensierati della pausa scolastica. Quasi tutto il suo gruppo gravita nella zona di piazza Jonio, dove anche Lorenzo aveva la casa vacanza in cui viveva in parte con la mamma milanese e in parte con il papà, la cui famiglia vive a Chieti in viale Europa, avvocato che lavora tra Milano e Roma. Era appassionatissimo di calcio e per questo giovedì sera aveva deciso di andare a giocare con i suoi amici al campetto di Villanesi. Tifoso dell'Inter, chi lo conosce dice che militava in una scuola calcio di Milano e voleva diventare famoso, ma non era un ragazzo con grilli per la testa. Pacato, educato, mai fuori posto. Nonostante che vivesse a Milano, così come il fratello Filippo, anche grazie ai nonni paterni Gianfranco Verna e Alessandra fin da piccolo aveva sviluppato l'amore per la terra d'Abruzzo, coltivando le amicizie che si era portato dietro negli anni. Le stesse che da giovedì lo piangono senza sosta.
Chi due sere fa era presente al campo racconta che la mamma, in lacrime, avrebbe detto ai soccorritori di avergli sconsigliato di giocare perché analisi recenti avevano evidenziato valori troppo alti degli enzimi. Dopo le vacanze, il ragazzo si sarebbe infatti sottoposto a esami approfonditi. La passione per il calcio, quella che Lorenzo coltivava dentro di sè, lo ha spinto su quel campetto e gli è stata fatale. (a.d.s.)