Fazii: con il freddo cresce il rischio di nuovi contagi

Il virologo: «Solo con le vaccinazioni tra l’80 e il 90% potremo stare tranquilli»
«La circolazione sostenuta del virus e il freddo non fanno ben sperare: probabilmente assisteremo ad un peggioramento. Ma ora siamo in una fase interlocutoria, è difficile fare previsioni precise». Così il virologo Paolo Fazii analizza l'attuale situazione abruzzese e le fluttuazioni che caratterizzano i dati degli ultimi giorni. Si registrano altri 110 contagi e una vittima, ma c'è una lieve riduzione dei ricoveri, anche se le ospedalizzazioni sono ancora in crescita se valutate nel lungo periodo. Tutti gli indicatori restano comunque da zona bianca, ma i rischi sono più che altro in prospettiva, considerando che con il recente calo delle temperature già si assiste ai primi malesseri di stagione.
NUOVI CASI
I 110 nuovi casi sono emersi dall'analisi di 3.215 tamponi molecolari: è risultato positivo il 3,42% dei campioni. Dei nuovi positivi, il più giovane è un bambino di un anno e il più anziano un uomo di 95 anni, entrambi della provincia di Teramo. Trentacinque quelli con meno di 30 anni. La località con più nuovi casi è Teramo (11), seguita dall'Aquila (6). A livello territoriale, l'incremento più consistente si registra nel Teramano, dove sono stati accertati ben 72 contagi. Insieme ai 75 di pochi giorni fa, si tratta del secondo dato più alto degli ultimi cinque mesi. Poi, con numeri di gran lunga inferiori, ci sono l'Aquilano (17), il Chietino (13) e il Pescarese (7). Nel bollettino ufficiale viene segnalato un decesso recente – una 89enne di Altino – di cui il Centro aveva già dato notizia nei giorni scorsi. Il bilancio delle vittime sale così a 2.530.
RICOVERI
Il numero dei nuovi casi supera quello dei guariti delle ultime ore, che sono 79 (il totale arriva a 74.404). Di conseguenza aumentano gli attualmente positivi al virus, che sono 30 in più, per un totale di 2.231 persone. Scendono lievemente i ricoveri, che passano da 96 a 93: in particolare, 87 pazienti, cioè due in meno rispetto a martedì, sono in area medica e sei, una in meno, sono in terapia intensiva. Gli altri 2.138 positivi (+33) sono in isolamento domiciliare.
MAPPA DEL CONTAGIO
La mappa dei casi registrati nel mese di agosto conferma come il virus si muova in modo trasversale su tutto il territorio regionale. Centodiciannove comuni con almeno tre contagi e quattordici quelli con più di 50 casi. In testa alla classifica c'è Pescara, con 259. Segue L'Aquila (212). Poi ci sono Teramo (121), Giulianova (104), Montesilvano (96), Roseto degli Abruzzi (77), Lanciano (75), Avezzano (61), Chieti (59), Alba Adriatica (56), Vasto (55), Francavilla al Mare (54), Sulmona (53) e Tortoreto (52). L'analisi dei casi nei comuni conferma che l'area più colpita è il Teramano. Tra i grandi centri che ad agosto hanno registrato pochi casi vi sono Guardiagrele (5) e Penne (4).
I PARAMETRI
L'Abruzzo, comunque, al momento continua ad avere parametri da zona bianca. Per il passaggio in zona gialla è necessario che l'incidenza dei contagi per centomila abitanti superi quota 50 e che, contestualmente, il tasso di occupazione dei posti letto superi il 10% per le terapie intensive e il 15% per l'area non critica. Invece, l'incidenza regionale, in lieve calo, è pari a 48, mentre il tasso di occupazione dei posti letto scende al 3% per le rianimazioni ed è fermo al 7% per l'area medica, lontano dai livelli di guardia. A livello provinciale, i numeri più alti sono quelli del Teramano: l'incidenza dei contagi nel giro di un giorno aumenta di 14 punti e schizza a 77. Poi ci sono l'Aquilano (55), il Pescarese (33) e il Chietino (32).
I RISCHI
Pur sottolineando che «in questa fase è necessaria molta cautela nelle previsioni», il virologo Paolo Fazii, direttore del laboratorio della Asl di Pescara, afferma che gli elementi disponibili non fanno ben sperare.
«I virus da raffreddamento si cominciano a manifestare a metà settembre, ma con il calo repentino delle temperature degli ultimi giorni», osserva l'esperto, «siamo già di fronte ad un clima settembrino e ci sono i primi malesseri di stagione. L'organismo è più predisposto ad ammalarsi e quindi è difficile ipotizzare che vi sarà un miglioramento. Presumibilmente andremo incontro ad un aumento dei casi e, con il freddo, vedremo anche più manifestazioni sintomatiche ed anche quadri clinici più importanti nei soggetti non vaccinati».
I VACCINI
Secondo Fazii, «per stare tranquilli» è necessaria una copertura vaccinale «superiore all'80% e il più possibile vicina al 90%», mentre «c'è ancora una quota consistente di popolazione non vaccinata». L'Abruzzo al momento è al 73,2% di copertura, dato che comunque colloca la regione tra le prime cinque d'Italia. Ci sono, però, oltre 215mila cittadini che non hanno ricevuto neppure una dose.
«Dobbiamo continuare a vaccinare», afferma Fazii, «e l'occidente deve preoccuparsi anche dei Paesi poveri. Bisogna arrivare ad un'immunità di gregge mondiale, per erigere un muro contro il virus. Altrimenti dai Paesi poveri arriverà qualche variante, come la recente “nuova Sudafricana”, che potrebbe essere in grado di bucare i vaccini», conclude il virologo.
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