Fca-Psa, una fusione sul modello Sevel

Confermati i colloqui tra il gruppo italiano e quello francese, già alleati nella joint-venture operativa dal 1981 ad Atessa
PESCARA. Era il progetto di Sergio Marchionne. Il manager abruzzese aveva accarezzato a lungo l’idea di un’alleanza con i francesi della Peugeot per dare vita a quel grande gruppo che riteneva necessario per rimanere competitivi sui mercati mondiali dell’automotive (a quei tempi Fiat aveva già inglobato Chrysler, mentre era svanita l’ipotesi General Motors).
Ora a un anno e poco più dalla sua morte, il progetto di fusione tra i due gruppi si è rimesso in movimento. Martedì il Wall Street Journal ha anticipato l’avvio dei colloqui tra Fca e Psa. Il quotidiano economico ha anticipato anche alcuni particolari del possibile accordo. La società che nascerebbe sarebbe paritaria (50% Fca e 50% Peugeot), Carlos Tavares, ceo del gruppo transalpino, diventerebbe amministratore delegato e John Elkann presidente. L’agenzia Bloomberg, citando fonti vicine a Tavares, parla di un consiglio di amministrazione composto da cinque componenti di Psa e cinque di Fca. L'accordo porterebbe alla nascita di un gruppo automobilistico da 50 miliardi di dollari (45 miliardi di euro), in grado di vendere quasi 9 milioni di auto e di piazzarsi al quarto posto nella classifica globale dei costruttori.
LA BORSA APPREZZA. Ieri sono arrivate conferme dalla Francia, mentre la Borsa ha apprezzato. Il titolo del Lingotto ha chiuso la seduta con un balzo del 9,53% a 12,87 euro su livelli che non vedeva dallo scorso aprile. Corre anche la capogruppo Exor (+4,6% a 65 euro) mentre restano in ombra le altre due società della scuderia, Cnh (-1,54%) e Ferrari (+0,32%). A Parigi Psa ha chiuso in rialzo del 4,53% a 26 euro. Anche il governo francese si mostra interessato all’operazione, dopo che cinque mesi fa aveva affossato il tentativo di fusione di Fca con la grande rivale di Peugeot, Renault (il governo francese è azionista di entrambe le società automobilistiche). Secondo fonti del governo la fusione Fca-Psa «consentirebbe di rispondere alle nuove sfide della mobilità e al movimento di consolidamento mondiale dell'industria dell'auto, nel quale la Francia vuole avere tutto il suo posto».
Conferme sono arrivate dal diretto interessato, il gruppo Psa, che ha convocato per ieri pomeriggio un consiglio di amministrazione straordinario per esaminare il progetto. Fca non si è espressa, ma ieri ha convocato il cda, mentre per oggi è prevista l’approvazione dei conti del terzo trimestre 2019. L’annuncio ufficiale della fusione dovrebbe arrivare oggi da parte dei due gruppi.
SEVEL. L’interesse per l’Abruzzo è evidente, perché Fca e Psa sono già alleati in Sevel, con una joint-venture nata nel 1978, operativa dal 1981 in Val di Sangro. L’accordo è stato prolungato fino al 2023. Una eventuale fusione potrebbe stabilizzare e dare futuro all’alleanza, ma non vanno sottovalutate le preoccupazioni di Marchionne, che tra i molti vantaggi intravedeva il rischio, sul versante francese, di una operazione di mera razionalizzazione dei costi e degli impianti, molto concentrati nella vecchia Europa.
GOVERNO E SINDACATI. «C'è un’attenzione di tutto il governo rispettosa di una trattativa di mercato ma anche consapevole che stiamo parlando di un'industria importantissima per il Paese», spiega il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri. «Stiamo osservando quello che accade. È una operazione di mercato, credo sia corretto non rilasciare dichiarazioni», aggiunge il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli. Sul fronte sindacale sono prudenti ma positivi i commenti in Italia, più duri i toni in Francia. Per il numero uno Fim, Marco Bentivogli, «ci possono essere sovrapposizioni, ma un buon piano industriale può superarle garantendo occupazione stabile in Italia».
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