Febbo spara a zero su Rivera La Corte dei conti lo smentisce

CHIETI. «Vincenzo Rivera non poteva rivestire né il ruolo di dirigente né tantomeno quello di direttore e, quindi, non deve esitare un minuto in più a lasciare l’attuale incarico da direttore...
CHIETI. «Vincenzo Rivera non poteva rivestire né il ruolo di dirigente né tantomeno quello di direttore e, quindi, non deve esitare un minuto in più a lasciare l’attuale incarico da direttore generale della Regione Abruzzo». Il consigliere di Forza Italia, Mauro Febbo, torna ad attaccare l’alto dirigente regionale dopo che una sentenza d’appello ha respinto il ricorso della Regione e confermato il diritto al risarcimento di Carlo Massacesi per essere stato escluso dall’incarico di Direttore del dipartimento Presidenza e Rapporti con l’Europa assegnato a Rivera. Secondo Febbo gli effetti di questa sentenza si estenderebbero al successivo incarico di dg conferito allo stesso Rivera.
«Adesso la Regione è esposta a contenziosi e/o probabili ricorsi visto che gli atti firmati da Rivera possono rivelarsi nulli o inefficaci a cominciare dalla Delibera relativa al project financing dell’ospedale di Chieti», sostiene il forzista che accusa anche governo regionale uscente del Pd ed ex governatore Luciano D’Alfonso. E conclude: «Nei prossimi giorni chiederò al neo presidente Marsilio di rivedere il ruolo ricoperto fino ad oggi dallo stesso Rivera». C’è però da precisare che l’oggetto del ricorso, vinto per la seconda volta da Massacesi, non era il contratto firmato tra l’ente e Rivera – tant’è che quest’ultimo è rimasto estraneo al processo – ma il procedimento di selezione adottato dalla Regione. Sul contratto vero e proprio invece si è già chiaramente pronunciata la Corte dei conti che ha chiuso l’inchiesta con un decreto d’archiviazione, firmato il 7 novembre del 2017 dal procuratore regionale Maurizio Stanco, escludendo che Rivera sia stato beneficiato da un illegittimo conferimento d’incarico avendone i titoli. (l.c.)

