Federalberghi: 2mila disoccupati, i sindaci cancellino tutte le tasse

Schirato: «Pescara e provincia sono in ginocchio, imposte da rimodulare anche dopo l’emergenza» Un hotel a Porta nuova: «Siamo chiusi, non produciamo spazzatura e non occupiamo suolo pubblico»
PESCARA. Azzeramento totale per il 2020 di tutte le imposte comunali per le strutture alberghiere.
È la richiesta avanzata da Federalberghi Pescara agli amministratori locali. Specie quelli di Pescara e Montesilvano. Una misura necessaria, secondo l'associazione degli operatori turistici del territorio, per tentare di rianimare il settore tra i più duramente colpiti dall'emergenza coronavirus.
PASQUA FLOP «Con la Pasqua ormai andata», sottolinea il presidente di Federalberghi Emilio Schirato, «l’allungamento delle restrizioni, l’assenza reale di un antidoto al virus, si sta verificando il protrarsi della chiusura della maggioranza degli alberghi per tutto il 2020».
Il tessuto turistico di Pescara e Montesilvano è composto da tante micro imprese a conduzione familiare che impegnano migliaia di lavoratori. A Pescara sono concentrate circa 20 strutture ricettive e nel 2019 sono state registrate 270mila presenze circa. Nella vicina Montesilvano le presenze dell'anno scorso hanno raggiunto quota 530mila nelle 22 strutture alberghiere attive.
STAGIONI SALTATE In questo contesto sono almeno duemila i lavoratori a oggi disoccupati, a causa «della chiusura degli alberghi con la mancata stagione primaverile e nell’incertezza di quella estiva», specifica Schirato. «La realtà più cruda è legata al fatto che la stragrande maggioranza della forza lavoro del territorio nel comparto viene impiegata stagionalmente da Pasqua fino a fine estate».
INCOGNITA FUTURO La situazione è resa ancor più drammatica dall'incognita del futuro. «Si parla di un’apertura a luglio nelle migliori delle ipotesi», dichiara Daniela Renisi, presidente dei giovani di Federalberghi. «Questo significa che la stagione risulterebbe di fatto saltata e addio intero 2020». A risentire particolarmente di questo fermo totale sono i dipendenti. Se per gli operatori con contratti a tempo indeterminato le tutele arrivano dalle ferie e dalla possibilità di accedere alla cassa integrazione o al fondo speciale per il turismo, diversa è la situazione per quanti hanno contratti a chiamata. Lavoratori stagionali che entrano a pieno ritmo nei mesi clou.
SOS AI SINDACI Per andare in soccorso delle piccole imprese del turismo, per Federalberghi è necessario l'intervento dei sindaci, affinché azzerino completamente le imposte comunali. Non un rinvio, ma una cancellazione per l'anno in corso, di tassa di occupazione del suolo pubblico, Cosap, Imu, Tari, imposta sulla pubblicità, tassa di soggiorno e imposta demaniale. «Siamo chiusi, non produciamo spazzatura, non incassiamo la tassa di soggiorno, non occupiamo suolo pubblico, non dobbiamo farci pubblicità in città vuote», semplifica Cecilia Rubaudo, titolare dell’Hotel Regent di Pescara e consigliere Federalberghi, «Forse questa potrebbe essere l’occasione di ripensare ai tributi locali per il loro reale utilizzo (pago ciò che consumo) e non per il valore nominale».
IMPOSTE DA RIVEDERE Federalberghi va oltre e guarda alla fase post emergenziale, chiedendo la rimodulazione delle stesse tasse.
«Le imprese andranno agevolate a una ripartenza», prosegue il presidente Schirato. «Le misure economiche devono essere all’altezza del danno subito, altrimenti si rischia il disastro sociale ed economico non solo del nostro settore, ma a cascata di tutti gli altri. Di sicuro, nascerà un nuovo concetto di ospitalità e di turismo che ci vedrà pronti solo se debitamente supportati e sostenuti in primis dai nostri Comuni».
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