Federico: pescaresi, grazie Sogno una birra in Irlanda

Il ragazzo è in attesa di un intervento chirurgico per tornare a camminare Mancano ancora 10mila euro. «Ma io sono felice perché sono tanto amato»
PESCARA. «Ringrazio di cuore i pescaresi e tutti coloro che, con le donazioni, anche anonime, mi stanno aiutando ad affrontare questo momento difficile della mia vita». Parla per la prima volta Federico Cetrullo, il ventitreenne di Santa Teresa di Spoltore, rimasto paralizzato un anno fa a causa di un incidente stradale e il suo primo pensiero va alle persone, che con le loro donazioni, provenienti da tutta Italia, gli hanno permesso di raggiungere quota 90mila euro per effettuare l'intervento chirurgico della speranza in Svizzera. Però mancano 10mila euro al raggiungimento del traguardo dei 100 mila, richiesti dalla clinica Balgrist di Zurigo per andare in sala operatoria. Il padre del ragazzo, Germano Cetrullo, ha lanciato un altro appello due giorni fa: «Mio figlio deve tornare a una vita normale, abbiamo bisogno dell'aiuto di persone di buona volontà». Un ultimo sforzo che Federico Cetrullo ripaga con un «grazie a tutti». E anticipa la sua vita futura, piena di sogni e desideri come tutti i ragazzi della sua età. «Se dovessi tornare a camminare dopo l'intervento, mi piacerebbe andare a visitare l'Irlanda e a bere birra nei pub inglesi». Per ora, un sogno, appunto. La realtà quotidiana, invece, lo inchioda a una carrozzella dopo nove interventi chirurgici tra Pescara, Milano e Imola, tutti andati a vuoto. Il suo corpo non reagisce e ha bisogno di tanta riabilitazione. Ogni giorno, al pomeriggio, nella clinica universitaria teatina, affronta ore di sedute per fare attività fisica, massaggi alle gambe e agli arti, esercizi per muovere le braccia e il busto. Quattro volte a settimana per tre ore al giorno che alla famiglia costano circa 800 euro al mese, più un'ora mattutina di fisioterapista a domicilio. «Sono due tipi di terapie che mi fanno stare meglio», dice il ragazzo, quasi giustificandosi «al pensiero delle spese che devono affrontare i miei genitori» . Papà Germano è disoccupato, dopo aver lasciato il lavoro nell'autolavaggio dove era impiegato, dopo l'incidente del figlio, avvenuto il 25 agosto 2014 in viale Marconi. Era il primo giorno di lavoro di Federico al panificio Cipollone di viale Muzii. Il ragazzo sta andando a consegnare il pane a Porta Nuova quando un mezzo si scontra con il suo furgoncino Piaggio e la sua vita si trasforma in un calvario, tra pellegrinaggi negli ospedali di Pescara e fuori regione, interventi chirurgici e ore di riabilitazione. Un calvario che prosegue ogni giorno, da un anno, ogni volta che esce di casa, sempre accompagnato da qualcuno, soprattutto da amici e dalla sorella Valeria di 20 anni che non lo lascia un istante. Le barriere architettoniche sono il nemico numero uno. «Non posso andare da solo perché incontro troppi ostacoli sulle strade: i passaggi e gli scivoli sono spesso bloccati dalle auto in sosta e le strade dissestate mi fanno sobbalzare in carrozzina».
Federico trascorre il resto del tempo ad aggiornare la sua pagina facebook che gli consente di restare in contatto con il mondo. Un mondo che vorrebbe esplorare, non appena sarà ristabilito. «Voglio guardare avanti, voglio avere una vita normale, tornare a essere indipendente, quindi voglio tentare la carta dell'intervento chirurgico. Intanto, ringrazio tutti di cuore perché non mi aspettavo tanta generosità». La tragedia lo ha reso forte, ma consapevole del suo destino. Se qualcuno gli chiede se è felice, lui risponde: «Sì, perché sono tanto amato». Il codice Iban per donare è: IT06B0760105138246276446279. La causale è Donazione Federico Cetrullo.
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