«Fenomeno in forte crescita ma uscirne si può. Ecco come»

16 Maggio 2018

PESCARA . Non giocano per vincere, anche se non lo ammetterebbero mai, neanche di fronte a sé stessi. Piuttosto, la vera molla che fa scattare il meccanismo patologico è il piacere puro per il gioco,...

PESCARA . Non giocano per vincere, anche se non lo ammetterebbero mai, neanche di fronte a sé stessi. Piuttosto, la vera molla che fa scattare il meccanismo patologico è il piacere puro per il gioco, un archetipo che segue lo stesso percorso neuronale delle dipendenze da sostanze. Ne è convinto il dottor Moreno Di Pietrantonio, psicologo, dirigente del “Servizio Gap Ser.D” istituito in seno al Sert di Pescara per rispondere al bisogno di cura delle persone malate di ludopatia.
Dottor Di Pietrantonio, cos’è la ludopatia?
«Rientra nella patologia del comportamento compulsivo, con disturbo del controllo degli impulsi, pensieri irrazionali, delirio di onnipotenza, dipendenza comportamentale. Il giocatore patologico compulsivo si ritrova chiuso dentro una bolla atemporale, in un forma di autismo tecnologico determinato da una sostanziale riduzione della capacità di controllo degli impulsi a livello della corteccia prefrontale. Il primo passo per un percorso di guarigione attraverso una psicoterapia cognitivo comportamentale, è prendere coscienza della propria condizione di malato».
Come si cade nel vortice del gioco?
«Non ci crederà, ma a volte accade dopo una vincita».
Qual è l’identikit del ludopatico?
«Non c’è una categoria più a rischio di altre. Tra i nostri pazienti in cura c’è l’impiegata finita nel giro della prostituzione per i debiti di gioco, la casalinga, persino l’esponente delle forze dell’ordine che si è indebitato all’insaputa della famiglia, e il dirigente che ha venduto la casa. il professore che si è rovinato con il casinò online».
Il fenomeno è in crescita? «In Italia c’è una slot ogni 150 abitanti, e registriamo un forte incremento a Pescara, e in Abruzzo in generale, tra le prime realtà italiane per giocate pro-capite».
Si può guarire da questa malattia?
«Certamente sì, ma le persone devono aprirsi, uscire dal proprio isolamento e chiedere aiuto. Non bisogna avere paura, o vergogna. Basta fare una telefonata. Il servizio, istituito 4 anni fa, è totalmente gratuito. Le richieste di aiuto sono in sensibile aumento».
A chi ci si può rivolgere?
«A Pescara, basta chiamare il 085 4253492 dell’ospedale civile. Altri centri dove potersi rivolgere sono il Ser.D di Teramo (0861-420505), di Giulianova (085-8020830), di Nereto (telefono 0861888291). Si può chiamare anche il Numero verde 80092112». (a.bag)