«Fermate l’iter per il metanodotto»
Stop all’iter conclusivo per la realizzazione del metanodotto Snam Sulmona-Foligno. A chiederlo sono i portavoce Camera E Senato del M5S . La riunione istruttoria è prevista per oggi, ma secondo i...
Stop all’iter conclusivo per la realizzazione del metanodotto Snam Sulmona-Foligno. A chiederlo sono i portavoce Camera E Senato del M5S . La riunione istruttoria è prevista per oggi, ma secondo i Cinquestelle «il capo dipartimento, Annalisa Cipollone, potrebbe non avere diritto di chiedere l’incontro in quanto, dopo le dimissioni del Presidente del Consiglio Gentiloni, non ci sarebbe la legittimità procedurale su questo atto di Governo. Il Governo», dicono Gabriella Di Girolamo, Primo Di Nicola, Gianluca Vacca e Daniele Del Grosso , «a seguito delle dimissioni del Presidente del Consiglio rimane in carica solo per il disbrigo degli affari correnti, cioè atti indifferibili ed urgenti e, quindi, estranei all’esercizio dell’indirizzo politico. Ed è palese che questo confronto non rientra nei caratteri d’urgenza.
La riunione è solo l’ultima azione di un Governo che non ha più la legittimità per decidere su un’opera di tale impatto sulla collettività. Il metanodotto», incalzano i 5 stelle «non dovrebbe essere realizzato in un territorio fragile, esposto a terremoti frequenti e distruttivi. È quindi comprensibile la preoccupazione dei cittadini e dei vari comitati, ed è del tutto scontato che il futuro di questa opera debba essere deciso dal prossimo Governo, quello che otterrà la fiducia del nuovo Parlamento».
La riunione è solo l’ultima azione di un Governo che non ha più la legittimità per decidere su un’opera di tale impatto sulla collettività. Il metanodotto», incalzano i 5 stelle «non dovrebbe essere realizzato in un territorio fragile, esposto a terremoti frequenti e distruttivi. È quindi comprensibile la preoccupazione dei cittadini e dei vari comitati, ed è del tutto scontato che il futuro di questa opera debba essere deciso dal prossimo Governo, quello che otterrà la fiducia del nuovo Parlamento».

