Ferrante: «Caso Gaia? Vittoria parziale»
Il presidente di Carrozzine Determinate critica la decisione della giunta di Pescara: non garantiti tutti i ragazzi disabili
MONTESILVANO. La Giunta comunale di Pescara ha recentemente approvato l’accesso alle agevolazioni tariffarie per la fruizione del servizio di refezione scolastica anche per quei minori con disabilità non residenti, appartenenti a famiglie in condizione di svantaggio economico. Un provvedimento che va a risolvere del tutto il caso della piccola Gaia (il nome è di fantasia), sollevato nel 2014 dall’associazione Carrozzine Determinate, ma che non è stato accolto con particolare entusiasmo.
Claudio Ferrante, presidente dell’associazione, parla di «battaglia vinta solo parzialmente». Gaia è affetta da spina bifida, ha 8 anni, e vive con la sua famiglia al confine tra Montesilvano e Pescara. Risiede a Montesilvano, ma frequenta un istituto scolastico di Pescara, a poca distanza dalla sua abitazione. Per questa ragione, non poteva usufruire della gratuità del servizio di mensa scolastica, nonostante fosse in possesso di tutti i requisiti. Era il novembre del 2014 quando venne firmato un accordo tra i Comuni di Montesilvano e Pescara, che avrebbe dovuto garantire il diritto alle agevolazioni per la refezione scolastica alla piccola Gaia e ai bambini disabili che si fossero trovati a vivere la stessa situazione. «Dovremmo essere entusiasti per questo risultato ottenuto in anni di battaglie, ma non lo siamo» osserva Ferrante. «Il Comune di Pescara ha deliberato l’esenzione totale del pagamento della mensa per gli alunni disabili non residenti, ma la nostra vittoria non è piena. Se è vero che il caso di Gaia è stato finalmente risolto, anche se restano ancora questioni poco chiare, altri profili resteranno esclusi dai benefici previsti dalla delibera. A differenza del Comune di Montesilvano, che ha modificato il regolamento garantendo il diritto all’istruzione a tutti i bambini disabili, senza alcuna limitazione, il Comune di Pescara ha deliberato criteri restrittivi che non tengono conto di situazioni come la continuità didattica o fisioterapica. Il criterio della prossimità, la vicinanza tra scuola e abitazione dell’alunno, è inconcepibile. È proprio il caso di dire che la montagna ha partorito un topolino».
Ferrante ritorna, poi, sulla situazione della piccola Gaia. «I bollettini arretrati, arrivati dopo anni alla famiglia, per il pagamento della mensa dell’anno scolastico 2012-2013, sono stati saldati dall’associazione Missione Possibile di Montesilvano» ricorda. «Il Comune di Pescara ha modificato il regolamento la scorsa settimana. Cosa succederà con il pagamento della mensa per i primi quattro mesi dell’anno scolastico in corso? Il rischio è che non se ne faccia carico, come non si è fatto carico dei bollettini arretrati. Diventa difficile pensare alla Grande Pescara nel momento in cui un Comune non prende in considerazione nemmeno quelle che sono le cosiddette buone prassi che garantiscono migliore qualità della vita e maggiori diritti».
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