Ferrante: «Vaccinarsi è un gesto d’amore»

Il presidente di Carrozzine Determinate: abbiamo vinto la battaglia per le somministrazioni ai disabili
PESCARA. Negli ultimi mesi è stato tra i protagonisti della battaglia regionale per il diritto alla vaccinazione dei disabili e dei loro caregiver e ora che è arrivato anche il suo turno, per lui è stata una doppia vittoria. È Claudio Ferrante, responsabile dell’Ufficio Disabili e presidente dell’associazione Carrozzine Determinate, tra i 300 disabili che finora sono stati vaccinati al Pala Dean Martin insieme ai loro caregiver.
Cosa ha provato?
«Mi sono emozionato tanto perché, psicologicamente, è come avere la sensazione che qualcuno ti spalanchi la porta della libertà e della vita. Ho visto un comparirmi davanti una discesa da affrontare con la mia carrozzina che si trasformava in Ferrari. In questo anno abbiamo sofferto tutti a causa della pandemia, ma le persone con disabilità hanno patito di più per via della loro condizione e della difficoltà di svolgere attività quotidiane, come frequentare i centri di riabilitazione».
Come associazione vi siete battuti molto per questo risultato?
«Sì, dal mese di dicembre, insieme ad altre associazioni, abbiamo fatto sentire la nostra voce alla Regione perché sappiamo perfettamente quanto le persone con disabilità siano anche fragili, era assurdo che non lo capisse il governo. Fortunatamente abbiamo trovato molta comprensione nei vertici regionali e siamo riusciti a garantire la possibilità, ai disabili e ai loro caregiver, di beneficiare dei vaccini».
Ha avuto paura?
«Assolutamente no. Non vedevo l’ora che arrivasse il mio turno, ma ho atteso come tutti gli altri. E’ stato bello nei giorni precedenti ricevere tanti messaggi di ringraziamento, così come è stata una grande emozione vaccinarsi insieme a tanti amici in carrozzina. A ricevere la propria dose è stata anche sua moglie Clara, in veste di caregiver».
È soddisfatto che tale possibilità sia stata estesa anche a questa categoria?
«Era necessario che chi sta vicino alla persona in difficoltà giorno e notte avesse questa tutela. Che nel mio caso sia anche mia moglie mi ricorda quanto io sia fortunato».
Cosa vuole dire a chi ha ancora dubbi sul vaccino?
«Vaccinarsi è un grande gesto di amore perché ci sono tante persone fragili che non possono riceverlo. Invito tutti a farlo perché solo questo ci consentirà di tornare a vivere come prima. Se c’è una cosa che mi ha ferito molto del Covid è che ha interrotto uno dei nostri progetti nelle scuole, quello in cui insegnavamo agli studenti il potere dell’abbraccio».

