Ferro di cavallo, un coro di sì: va demolito, il quartiere rinasce

Commercianti e residenti di Rancitelli chiedono di radere al suolo l’edificio e riqualificare tutta la zona Il Comune vuole sostituirlo con due palazzi più piccoli, ma c’è chi preferisce un parco o un palasport
PESCARA. Un coro di sì da residenti e commercianti della zona di Rancitelli per radere al suolo il Ferro di Cavallo.
Ma sul nuovo progetto presentato dal Comune, che prevede la costruzione di due palazzi più piccoli, i pareri dei cittadini si dividono. Per molti, infatti, l’edificio di via Tavo, finito alla ribalta delle cronache per episodi di violenza e spaccio di droga, andrebbe sostituito con un parco giochi, altri ancora vorrebbero vedere al posto di quelle mura imponenti un centro ricreativo, una ludoteca o anche un polo culturale, ma addirittura c’è chi sogna un palazzetto dello sport.
«Lavoro in questa zona da quasi 25 anni», spiega Andrea Contento, titolare del negozio Millenium Tecnologie, che si trova alle porte di via Tavo, a poche centinaia di metri dal Ferro di Cavallo, «mi auguro che lo abbattano per davvero stavolta: sarebbe un duro colpo per la microcriminalità che si è sviluppata da quelle parti. Mi piacerebbe se al posto di quell’edificio venisse costruito un parco giochi per bambini, insieme a uno spazio verde per questa città che ne ha veramente bisogno. Ma andrebbe bene anche un centro ludico o culturale. Di certo costruirci altri palazzi non sarebbe l’ideale perché bisognerebbe risollevare definitivamente le sorti di questa zona». Il sindaco Carlo Masci ha annunciato che entro fine maggio saranno sgomberate definitivamente le palazzine del Ferro di Cavallo per spianare la strada all’abbattimento. Il progetto prevede la successiva ricostruzione di due stabili con 56 appartamenti, al posto degli attuali 120, ma manca ancora la presa d’atto del consiglio comunale (vedi articolo in basso) per l’ok definitivo. In ogni caso, il sì all’abbattimento arriva anche dai residenti: «Sono favorevole all'abbattimento», spiega Nazareno Marini, che da quasi 20 anni abita in via Tavo con la sua famiglia, «in quanto la posizione e il tipo di struttura hanno favorito lo sviluppo della criminalità, anche se è da ribadire che gli edifici sono abitati anche da bravissime famiglie e non bisogna di certo fare di tutta l'erba un fascio. Qualora la demolizione andasse in porto, però, a mio avviso un buon modo per riqualificare la zona potrebbe essere quello di non riedificare costruendo delle case ma costruire una palestra o un palazzetto per lo sport, per garantire ai ragazzi del quartiere un’opportunità per avere un futuro migliore».
Più di ogni altra cosa, infatti, chi vive dalle parti del famigerato edificio di via Tavo chiede una basilare riqualificazione. «Sicuramente sono favorevole all’abbattimento», dice Enrico Pasqualone, che ha un negozio di autoricambi e accessori per auto sulla Tiburtina: «perché la zona ha veramente bisogno di una riqualificazione profonda. Cosa mi piacerebbe vedere al posto del Ferro di Cavallo? Un parco sicuramente, ma anche costruirci altre case potrebbe essere fatto, magari con più regole e maggiore sicurezza». Ma c’è anche chi si preoccupa per le famiglie che vivono ancora in quell’edificio: «Devo dire che chi vive in quella zona non mi ha mai dato fastidio», sottolinea Gabriele D’Urbano, titolare del negozio Progetto Luce alle porte di via Tavo, «sarei favorevole all’abbattimento, ma mi pongo anche il problema di non mettere in mezzo ad una strada quelle famiglie che ci vivono ancora. Mi auguro però che quella zona della città venga valorizzata. Per questo motivo mi auguro che venga trovata una soluzione. Io lavoro in questa zona dal 1985 e credo ci sia ormai un problema culturale forte. In ogni caso l’idea di farci anche altre case mi sembra buona e accettabile».

