Festa della Repubblica scandita dalla consegna delle onorificenze

3 Giugno 2019

Gli attestati del presidente della Repubblica ai cavalieri, a un ufficiale e a un commendatore. Due medaglie d’onore 

PESCARA. Due medaglie d’onore e una serie di onorificenze “al Merito della Repubblica italiana” ai cittadini che si sono particolarmente distinti. È stato questo il clou delle celebrazioni per il 73esimo anniversario della fondazione della Repubblica italiana, ieri mattina, in piazza Garibaldi. Tante le autorità, a partire dal prefetto Gerardina Basilicata e dai rappresentanti delle forze dell’ordine, con il questore Francesco Misiti, i comandanti provinciali dei carabinieri, Marco Riscaldati, e della Guardia di finanza, Vincenzo Grisorio, il comandante dei vigili del fuoco Vincenzo Palano e il comandante della Capitaneria di Porto Donato De Carolis. Con loro il sindaco Marco Alessandrini, nella sua ultima uscita pubblica, il neo eletto sindaco Carlo Masci, il sottosegretario Gianluca Vacca e il presidente della Provincia Antonio Zaffiri. Davanti ai rappresentanti delle associazioni combattentische e d’arma la manifestazione ha rispettato il copione tradizionale, con la deposizione delle corone al Monumento dei caduti, dopo la preghiera di don Giorgio Campili.
Poi le parole di Alessandrini che ha voluto augurare «un sincero e sentito buon lavoro» al suo successore. E si è detto «felice» che il suo «ciclo» da sindaco (il ruolo «più onorevole» della sua vita) si sia chiuso con la festa della Repubblica, «l’anniversario più significativo, la festa di ognuno di noi. Dobbiamo sentircela addosso», ha detto, «anche in questi tempi grigi di sovranismi più o meno convinti, di cambiamento, di inasprimento dei conflitti sociali e politici e di paure elevate a sistema, perché la scelta che abbiamo fatto allora», nel 1946, votando per la Repubblica, «resti sempre». Una festa, ha proseguito, che «rappresenta la sintesi di un valore che non dobbiamo mai perdere: la libertà». Poi una sorta di celebrazione dell’Italia, «che nel suo complesso è molto meglio di come la dipingiamo» e degli italiani, visto che ci sono «persone comuni ed eccezionali» impegnate su più fronti e che fanno brillare questo Paese.
Tra queste persone ci sono alcuni pescaresi che hanno ricevuto ieri dei riconoscimenti, primi tra tutti il commendatore Remo Ruffini, fisico, e l’ufficiale Antonio Piccaluga, maggiore dei carabinieri. E poi i cavalieri William Carestia, maresciallo della Finanza, Mario D’Amore, sostituto commissario coordinatore della polizia, Jonni D’Andrea, sottufficiale dell’esercito in congedo, Giuseppe Di Giannantonio, funzionario regionale in pensione, il medico oncologo Marco Lombardo, Sestilio Parigi, pensionato, Giancarlo Rosini, imprenditore, Roberto Vanni, dipendente della Regione in pensione e Catello Verdoliva sottufficiale dei carabinieri. A loro l’attestato del presidente della Repubblica consegnato dal prefetto e dal sindaco del comune di appartenenza.
Medaglia di onore, poi, a due deportati, tra il 43 e il 45: per Nicola Ciancetta l’ha ritirata il figlio Francesco, per Antonio Di Sebastiano la nipote Federica.