Filmato l’uomo dell’ospedale: confronto con il video del killer

6 Agosto 2022

E ieri la Scientifica è tornata al bar: nuove misurazioni per definire statura e stazza dell’assassino Il procuratore Bellelli affida l’inchiesta a un pool di magistrati: s’indaga sugli affari di Albi e Cavallito

PESCARA. È’ stato individuato ed è in mano agli inquirenti il filmato dell’uomo, accento campano e tatuaggi sul braccio, che martedì sera si è presentato all’ingresso del Santo Spirito chiedendo con insistenza delle condizioni di Luca Cavallito, l’ex calciatore di 49 anni ferito gravemente lunedì nell’agguato al bar del Parco, in cui è rimasto ucciso l’architetto 66enne Walter Albi. Voleva sapere se era ancora vivo e, secondo i testimoni, avrebbe anche provato ad entrare. Acquisito il video, l’obiettivo ora è verificare se quell’uomo sia lo stesso che ha sparato. Per questo, si sta confrontando con le immagini delle telecamere del locale, fra via Ravasco e la strada parco. Quelle, diventate virali, in cui si vede il killer avvicinarsi al dehor, all’interno del quale, seduti attorno ad un tavolino, ci sono Albi e Cavallito in attesa di qualcuno, sparare prima due colpi da lontano, poi a distanza molto ravvicinata, colpendoli nella parte alta del corpo.
I RILIEVI DELLA SCIENTIFICA
Per avere un identikit preciso, ieri mattina, i poliziotti della scientifica sono tornati nel luogo in cui è consumata la tragedia e hanno effettuato dei nuovi rilievi, stavolta attraverso delle strumentazioni particolari, tra le quali un telemetro laser, e questo per avere una ricostruzione biometrica tridimensionale della scena del crimine e poter determinare con certezza altezza e corporatura del sicario, descritto da testimoni come robusto e di media statura. Con queste strumentazioni sofisticate sono state fatte delle misurazioni anche lungo il tragitto fatto a piedi, una volta lasciato lo scooterone Yamaha, con cui poi si è dato alla fuga. Ma sono in corso da parte della scientifica anche accertamenti di tipo balistico sugli otto bossoli recuperati per capire se la pistola calibro 9 che ha sparato sia stata utilizzata in altri fatti di sangue. Si continua poi a lavorare sul telefonino trovato a terra, vicino al corpo senza vita di Albi, per ricostruire contatti, giri e sapere soprattutto chi i due stavano aspettando in quel bar vicino alla strada parco e perché. Nessuna impronta digitale è stata invece trovata sul luogo della tragedia. Come si vede dal filmato del locale, il killer era coperto dalla testa ai piedi.
L’AUTOPSIA
Una mano esperta, molto precisa, decisa a uccidere, come emerso dall’autopsia durata 6 ore (dalle 12.30 alle 18.30), eseguita ieri nell’obitorio dell’ospedale di Pescara dal medico legale Ildo Polidoro, su incarico della Procura. L’esame ha confermato che l’architetto è stato attinto da quattro colpi, fra cranio, collo e torace, due dei quali al cranio e al torace non gli hanno lasciato scampo. Eseguiti anche i prelievi istologici e tossicologici per i successivi esami. Entro 90 giorni, la relazione dovrà essere trasmessa alla procura.
IL POOL DI MAGISTRATI
E da ieri ad occuparsi delle indagini, considerata la delicatezza del caso è un pool di magistrati composto dal pm Andrea Di Giovanni, di turno quando è stato compiuto l’agguato, dal procuratore aggiunto Annarita Mantini con la supervisione del procuratore capo Giuseppe Bellelli, che dai primissimi momenti sta seguendo da vicino tutte le fasi dell’inchiesta. Si stanno prendendo in esame tutte le ipotesi e questo per acquisire il maggior numero di elementi possibili. Il modo in cui è avvenuto il delitto lascia pensare che dietro ci siano questioni economiche. Parecchi soldi. E, quindi, si sta indagando sulle società di cui Albi era amministratore, qualcuna anche all’estero, così come sul debito da 90 mila euro che tanto di recente lo preoccupava. E altrettanto si scava nella vita e negli affari di Cavallito, che si occupa di acquistare jeep militari e auto d’epoca per ristrutturale e rivenderle. E riguardo agli affari di Albi, spunta un interessamento dell’architetto, all’incirca sei anni fa, per un’area a Manoppello dove avviare, in project financing, una struttura da destinare a parapendio e paracadutismo. Ma alla fine non se ne fece niente.
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