Finiti i soldi per fare le scuole di legno

La crisi finanziaria del Comune rischia di trasformare gli scheletri in eterne incompiute. Ora si studia un progetto di leasing
MONTESILVANO. Le scuole di legno di via Migliorino di Pietro e via Inghilterra rischiano di rimanere delle eterne incompiute. Le disastrate condizioni economico-finanziarie del Comune, infatti, non consentono di poter far fronte alle rate da 400 mila euro l’anno relative alla procedura scelta per il finanziamento, cioè quella del leasing in costruendo (il privato anticipa le somme per realizzare un’opera pubblica e poi viene ripagato dall’amministrazione con canoni di affitto periodici).
È quanto emerge dalle dichiarazioni dell’assessore all’Edilizia scolastica Maria Rosaria Parlione che appena 6 mesi fa, con grande ottimismo, aveva ipotizzato una possibile apertura delle scuole a partire da settembre 2015. «Stiamo lavorando per far in modo che il cantiere possa ripartire il prima possibile», spiegava l’esponente della giunta nel dicembre scorso, «e la ditta ci ha assicurato che entro primavera le due scuole saranno pronte, anche se è meglio essere cauti con le date». Effettivamente, la cautela non è mai troppa quando si parla di incompiute a Montesilvano dove la popolazione ha dovuto attendere ben 15 anni per avere il mercatino ittico o dove il bocciodromo, il distretto sanitario e le case popolari di via Salieri sono tutt’oggi opere incompiute. Ed è quanto sta accadendo per le due scuole di via Inghilterra e via Di Pietro i cui cantieri sono ormai deserti da più di 4 anni ed esposti alle intemperie che stanno inesorabilmente compromettendo la stabilità delle strutture, come evidenzia una recente perizia chimica sui pannelli di legno già installati.
Nonostante l’amministrazione stia cercando possibili soluzioni e consentire di poter ripartire con i lavori, purtroppo l’impasse sembra tutt’altro che risolvibile in breve tempo, con buona pace degli studenti che dovrebbero usufruire delle nuove strutture scolastiche.
«L’amministrazione non è inerte», riprende Parlione. «Da tempo, siamo attivi per cercare di sbrogliare la matassa e consentire la ripresa dei lavori. A fine giugno, è in programma un nuovo tavolo con l’impresa che si occupa della realizzazione dei lavori e con il finanziatore (Ing Lease, ndc). Il problema principale però», spiega l’esponente della giunta, «è che ci vogliono 400 mila euro annui in spesa corrente per pagare le rate del leasing e considerando la situazione delle casse comunali, in questo momento, pagare quella cifra significherebbe sottrarre fondi ai servizi essenziali».
Una bella gatta da pelare, dunque, per l’amministrazione comunale e per l’assessore Parlione che confessa di essersi trovata di fronte a una situazione più complicata di quanto ipotizzato.
«All’inizio non pensavo di imbattermi in una condizione economico-finanziaria così disastrosa, per questo sono stata forse troppo avventata», rivela. «In ogni caso, dopo le riunioni con l’impresa e il finanziatore sarà necessario un tavolo politico per prendere una decisione definitiva».
I lavori di realizzazione delle sedi scolastiche, che avrebbero dovuto aprire i battenti alla fine del 2012, sono stati interrotti a causa di una richiesta di variante da parte dell’amministrazione volta ad aumentare il numero delle aule, che ha portato l’importo complessivo delle due opere pubbliche a 4 milioni e 400 mila euro.
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