Fioretti: rientro in classe incerto

17 Agosto 2020

Per l’esponente di giunta: poca chiarezza dopo gli incontri col ministro

PESCARA . A poche settimane dal suono della prima campanella sono ancora tante le incognite sul rientro a scuola. Lo sostiene l’assessore regionale leghista all’Istruzione, Piero Fioretti. «Sebbene il rientro in classe sia imminente, tante sono le incertezze che gravano sugli studenti e sulle loro famiglie poiché il rischio epidemiologico da Covid-19, nonostante nella percezione comune appaia mitigato, è nei fatti attuale ed incalza il pericolo di una seconda ondata di contagio», afferma. «L’indeterminatezza e il disorientamento costituiscono condizioni condivise, in questo periodo storico, ma non possono e non devono fungere da alibi indebito per scrollarsi la responsabilità di una mancata pianificazione, che possa assicurare un inizio valido per tutti i ragazzi e le ragazze. Gli incontri sinora svolti con il ministro, in sede di conferenza delle Regioni, non hanno soddisfatto l’esigenza di chiarezza su fasi e azioni da espletare per un’apertura inclusiva e che possa garantire le condizioni di sicurezza per professionisti e studenti».
Il membro della giunta regionale sottolinea che sin da giugno di concerto con i Comuni e con l’Ufficio scolastico regionale, sono state messe in campo le migliori professionalità per costituire la sinergia necessaria ad un avvio fattivo dell’anno didattico. «L’istruzione costituisce un diritto inalienabile della persona, fissato nella Carta Costituente, quale elemento cardine per il compimento del pieno sviluppo della personalità umana e nodo focale per l’accrescimento ed il potenziamento del territorio», aggiunge Fioretti.
«Desidero ribadire la mia più totale attenzione verso le difficoltà che il mondo della scuola si appresta ad affrontare; la precarietà sulle misure di sicurezza, l’utilizzo della mascherina in classe da parte dei più piccoli, il distanziamento sociale e la cautela necessaria per gli alunni con disabilità, che nonostante gli immani sforzi della comunità scolastica, hanno subìto una notevole discriminazione nei mesi del lockdown ed in quelli immediatamente successivi». (a.s.)