Fiori, palloncini, cori e striscioni «Addio Daniele, eri un gioiello»

11 Dicembre 2022

Tanta commozione ieri al funerale del 18enne calciatore dell’Angolana malato da oltre un anno Don Nino: «Un ragazzo unico, grazie ai suoi genitori». La fidanzata: «Un onore averlo conosciuto»

CITTÀ SANT’ANGELO. Striscioni, cori, fumogeni, applausi, palloncini e preghiere, ieri mattina, dentro e fuori la chiesa di Sant'Agostino a Marina di Città Sant'Angelo per l'ultimo saluto a Daniele Bosica, il giovane talento del calcio morto mercoledì all’ospedale pediatrico di Roma a soli 18 anni. Aveva scoperto di essere malato poco più di un anno fa e sino alla fine ha combattuto e sperato di poter tornare alla vita di sempre e alla sua grande passione che era il pallone. Stretti accanto a mamma Carla, a papà Pierluigi, al fratello Manuel e a nonna Marina, c'erano gli amici di sempre, quelli con cui era cresciuto, quelli di scuola, quelli della Renato Curi Angolana, in cui militava, con tutti i dirigenti. Sopra la bara bianca coperta di fiori bianchi e celesti, la sua divisa con la maglia numero 3. Gremita sino all'inverosimile, tanto che decine di persone sono state costrette a seguire dal piazzale la funzione religiosa, la chiesa di Sant'Agostino. Dentro, tra i banchi, silenzio e lacrime.
Nel silenzio, a rimbombare solo le parole del parroco Don Nino Di Francesco, che ha fatto riferimento nella sua omelia all'esperienza di San Paolo. «Vi chiederete come si fa a trovare la pace davanti a questa tragedia, davanti alla morte di un ragazzo, dargli un senso. Ma il corteo della vita vince sulla morte. Da qui dobbiamo uscire trasformati con una visione nuova. I 18 anni di Daniele sono stati un cammino meraviglioso, lui ha tirato fuori le sue doti e le sue qualità. Voglio ringraziare la famiglia e coloro che hanno contribuito alla sua educazione, alla sua formazione, a portarlo a livelli alti. Tutto ciò non deve farci piangere, ma ringraziare il Signore perché in mezzo a noi abbiamo avuto un tesoro, una persona speciale. Siamo tristi, quindi, ma siamo anche contenti perché per lui Dio sta preparando la corona di gloria. Ha combattuto e concluso la sua corsa terrena e ora inizia il viaggio verso il cielo. Ringraziamo Daniele per quello che ha espresso e come è riuscito a manifestare il suo essere unico. Era un gioiello».
Al termine della celebrazione, ha voluto ricordarlo tra la commozione generale la sua fidanzatina. «È stato un onore conoscere un ragazzo speciale come Daniele. La sua forza e la sua tenacia», ha più volte detto, «saranno sempre con me. Era fantastico, era il sole. Sono sicura che vedendo tante persone avrebbe detto in dialetto “Tutta sta gente per me? Allora sono importante”. E lui lo era, ha lasciato il segno. Dove andava portava allegria. Sarà sempre nel cuore della sua famiglia e di tutti. Ha combattuto con una forza non comune. Ha lottato sino in fondo per la vita che amava».
Ad accogliere all'esterno della chiesa la bara bianca, nonostante la pioggia battente, centinaia di persone, di ragazzi come lui tra gli applausi, i botti, i fumogeni e i cori: «Bosichetto sempre presente». E poi palloncini bianchi e azzurri fatti volare in cielo. Tutti tranne uno a forma di cuore, con la scritta “Sarai sempre nei nostri cuori”, che ha tenuto stretto fra le mani papà Pierluigi. Davanti alla chiesa anche uno striscione “Il tuo sorriso è sempre con noi”. Un sorriso che non ha mai perso, come ricordano gli stessi amici, neppure nei momenti più difficili.
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