Fisco, ecco dove le imprese sono tartassate

Il report della confederazione artigiani: Roseto al 1° posto, poi Sulmona, Montesilvano e Pescara. Bene Spoltore e L’Aquila
PESCARA. Sono Roseto, Sulmona e Montesilvano i tre comuni abruzzesi nei quali la pressione fiscale per le piccole e medie imprese è più elevata. Lo rivela “Comune che vai, tassa che trovi”, il report annuale della Cna, presentato ieri a Roma da Claudio Carpentieri, responsabile nazionale dell’area fiscale della Confederazione nazionale degli artigiani.
Lo studio ha interessato 137 comuni italiani, dei quali dodici abruzzesi: oltre ai quattro capoluoghi di provincia, le località esaminate sono Spoltore, Lanciano, Avezzano, Vasto, Giulianova, Montesilvano, Sulmona e Roseto.
LA LIBERAZIONE. Le imprese che hanno sede nei tre comuni abruzzesi più tartassati, è il caso di dirlo, sono costrette a lavorare rispettivamente, fino al 25, 24 e 21 agosto; soltanto dopo potranno festeggiare la “liberazione” dalle tasse e considerare gli introiti come utili.
I CRITERI. La ricerca mette a confronto, comune per comune, il peso globale della tassazione (il cosiddetto total tax rate) applicato a una piccola impresa dai parametri standard: la Cna individua questi parametri in un fatturato di 431mila euro annui, a fronte di un costo del personale (quattro operai e un impiegato), fissato a 165mila euro. Infine, stila la classifica che fissa per i 137 comuni censiti la data fatidica di “liberazione” dal fisco: il tax free day appunto, che quest’anno il 14 luglio ha incoronato Gorizia come la città più amica del mondo delle imprese.
IL CARRELLO DELLA SPESA. La classifica tiene conto di tutte le componenti che vanno a formare il carico fiscale complessivo, dalle tasse nazionali a quelle regionali e locali: l’imposta municipale unica (conosciuta come Imu), il tributo per i servizi indivisibili (Tasi), imposta regionale sulle attività produttive (Irap), contributo Ivs, imposta sul reddito della persona fisica (Irpef e Iri), addizionale regionale e comunale Irpef.
BALZELLI. «Un paniere di tasse, tributi e balzelli», dice la Cna, «che finisce per decretare in modo oggettivo il peso specifico del Fisco nei 137 comuni italiani censiti, la quota di reddito che resta in tasca all’azienda-campione una volta assolti i doveri fiscali, la data precisa della festa di liberazione dalle tasse per ciascuno di essi, che per la cronaca cade a livello nazionale l’11 agosto, con un peggioramento di un giorno rispetto al 2017».
LA GRADUATORIA. La graduatoria regionale che salta fuori, modulata secondo un ordine di maggiore pressione fiscale, è quella nella tabella a fianco, che regala a Spoltore e L’Aquila i posti migliori della classifica, vale a dire i comuni nei quali la pressione fiscale è inferiore. Per le imprese di Pescara il giorno della “liberazione” dal fisco coincide con il ferragosto; a Teramo la data fatidica è quella del 4 agosto, il 5 a Lanciano, il 6 agosto al Avezzano e Vasto, il 10 a Chieti , mentre Giulianova festeggia il 14 agosto.
I PIÙ FORTUNATI. Lavorare a Spoltore piuttosto che a Roseto, puntualizza la Cna significa, dal punto di vista del reddito, guadagnare ben 23 giorni e mettersi in tasca 3mila e 200 euro in più.
«In generale», si legge in una nota della Confederazione degli artigiani, «tutti i comuni della nostra regione hanno perso posizioni rispetto a dodici mesi fa: soprattutto Lanciano (nel 2017 il suo tax free day era l’1agosto, oggi il 5) e Roseto (dal 22 al 25 agosto). Ancora, tra 2011 e 2018 la variazione in negativo del reddito disponibile si è verificata in tutti i comuni (vertiginosa a Roseto con -2.139 e Pescara con -1.852 euro; ma altissima anche a Lanciano, con -1.231 euro, Avezzano con -1.012 euro, Chieti con -912, Giulianova con -1.145, Montesilvano con -1.063, Sulmona con -1.528) Con le uniche eccezioni virtuose di Vasto (90 euro in più), ma soprattutto di Teramo con 490 euro».

