«Fiume Giardino da recuperare»

17 Dicembre 2019

L’associazione Ripensiamo il territorio si appella all’assessore

POPOLI. «Vedere le condizioni del fiume Giardino stringe il cuore. Bisognerebbe fare un buon lavoro di cura e recupero della dignità e del decoro». E anche di recupero, di un sistema fluviale che garantisca lunga vita al piccolo corso d’acqua che solca il centro città. Si esprime così Gianni Natale, dell’associazione Ripensiamo il Territorio, per denunciare il degrado del fiume e spronare al ripristino delle sue naturali condizioni. «Si abbattono salici sulle sponde senza attenzioni botanico-vegetazionali», afferma, «si interviene nell’alveo in barba al Protocollo di intervento previsto da decenni, da tempo si è trascurata la sua pur minima manutenzione. D’altro canto si dibatte intorno al rilascio d’acqua minimo di legge, ritenuto necessario a tenerlo in vita. Insomma il problema c’è ed investe una globalità di tematiche che vanno al più presto affrontate».
Da circa quattro anni l’Azienda acquedottistica comprensoriale (Aca) ha incrementato la portata del corso d’acqua con il rilascio in alveo di opportune quantità di acqua: un’azione che ha consentito di riosservare la presenza di antica vegetazione scomparsa da almeno 20 anni. «Ma le problematiche di portata», osserva Natale, «oggi sono dovute dallo spostamento a valle della confluenza con l’Aterno-Pescara, con lavori effettuati negli anni scorsi. Questa azione ha migliorato lo scarico in caso di piena, ma ha velocizzato il deflusso, determinando un abbassamento del livello anche in condizione di normalità. Pertanto si rende necessario ripristinare un rallentamento del deflusso, pensando di realizzare lungo il corso d’acqua opportuni sbarramenti, lasciando varchi per il passaggio ittico, lavori già realizzati sul fiume Pescara all’altezza del ponte della stazione. Chiediamo dunque all’assessore all’Ambiente di attivarsi».
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