Fiumi, arriva il sì all’intesa anti-inquinamento

C’è l’ok della giunta Maragno: accordo con i sindaci di Collecorvino, Moscufo e Città Sant’Angelo per combattere i veleni che affliggono Saline, Tavo e Fino
MONTESILVANO. Trasformare il fiume Saline da problema a risorsa per l’economia locale. È l’obiettivo annunciato dall’amministrazione del sindaco Francesco Maragno che ha deciso di aderire al Contratto di Fiume relativo a Tavo, Fino e Saline, secondo un protocollo avviato a febbraio 2014 dal Comune di Collecorvino.
Dopo l’incontro dei giorni scorsi tra il primo cittadino montesilvanese, i sindaci di Collecorvino e Moscufo, Antonio Zaffiri e Alberico Ambrosini, con il vicesindaco di Città Sant’Angelo, Alice Fabbiani, ieri, la giunta comunale ha dato il via libera all’iter che porterà alla sottoscrizione dell’accordo. Si tratta di uno strumento nato con lo scopo di bonificare e riqualificare l’intero bacino fluviale, esposto a forte inquinamento soprattutto nel tratto del Saline che attraversa la città adriatica considerato la discarica lineare più lunga d’Europa.
«Il Saline», dice Maragno, «ha origine dalla confluenza, in località Congiunti di Collecorvino, dei fiumi Tavo e Fino, quindi altro non è che la loro naturale prosecuzione verso il mare. Chiaro che Tavo, Fino e Saline costituiscono un unico ambiente fluviale, con caratteristiche ambientali, paesaggistiche e territoriali assolutamente similari. Per questo motivo», spiega, «abbiamo ritenuto doveroso avviare il percorso di attivazione, insieme con i nostri vicini, del Contratto di Fiume, uno strumento che permetterà di programmare progetti condivisi volti alla riqualificazione, alla salvaguardia degli ambienti fluviali e al contenimento del degrado eco-paesaggistico».
La delibera licenziata dalla giunta Maragno si aggiunge, quindi, agli atti già approvati dai Comuni di Collecorvino, Moscufo, Cappelle sul Tavo e Città Sant’Angelo. Attraverso la firma del protocollo, condiviso da tutte e 5 le amministrazioni, verrà istituito un tavolo di lavoro che avrà il compito di elaborare strategie condivise in grado di provvedere al recupero e alla riqualificazione dei bacini idrografici, ma anche di incentivare lo sviluppo economico locale.
Nel dettaglio, il progetto di salvaguardia dei tre corsi d’acqua si articolerà in cinque diverse fasi: costruzione di un quadro conoscitivo delle criticità, dei valori ambientali e paesaggistici, e delle politiche locali alla base delle strategie di intervento; definizione degli scenari strategici di medio–lungo periodo; elaborazione di protocolli di valutazione; proposizione dei programmi di azione e gestione integrata; comunicazione, formazione e educazione.
«Oggi il Comune di Montesilvano», osserva Maragno, «vive il fiume Saline come un problema. In futuro, può e deve trasformarsi in una risorsa ambientale, turistica e economica. Il Contratto di Fiume va nella direzione giusta per raggiungere questo risultato».
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