Folla commossa per l’ultimo saluto a Lucio Candeloro

11 Giugno 2016

PESCARA. E' stato un addio composto ma sentito quello di Pescara a Lucio Candeloro, vice sindaco e assessore all'Urbanistica e all'Edilizia all'epoca della giunta guidata da Carlo Pace. In tanti si...

PESCARA. E' stato un addio composto ma sentito quello di Pescara a Lucio Candeloro, vice sindaco e assessore all'Urbanistica e all'Edilizia all'epoca della giunta guidata da Carlo Pace.

In tanti si sono ritrovati nella chiesa di San Giuseppe per partecipare ai funerali di un uomo che ha lasciato un segno, a livello personale e professionale, come hanno sottolineato prima il parroco, don Gino Fortunato, e poi le figlie del politico di lungo corso, nel Movimento sociale e in Alleanza nazionale. «La vostra presenza», ha detto Don Gino rimarcando la grande partecipazione in chiesa, «dimostra il suo lavoro per la città e per la regione e lo ringraziamo insieme per il bene che ha fatto», sottolineandopoi il «grande affetto per Lucio, ma anche la stima e la riconoscenza nei suoi confronti» che ha registrato ancora ieri. Rivolgendosi ai tanti che hanno voluto dire addio a Candeloro, morto a 88 anni, le figlie Carla e Anna hanno tracciato il ritratto di quest'uomo dalla «personalità forte, passionale», con il quale «ci si poteva scontrare spesso», ma non negli ultimi tempi, «quando era diventato il mio bambino», ha detto Anna dal pulpito al termine della cerimonia. «A volte era prepotente, portava avanti con forza le sue idee» perché era «una persona mossa dalle passioni e dagli ideali», ma anche un uomo di «profonda integrità morale. Amava Pescara e forse oggi si stanno attuando i suoi progetti, quelli che prima sembravano troppo avanti», ha osservato la figlia. A spingerlo erano «i sentimenti», ha proseguito Carla, primi tra tutti quelli che lo univano alla moglie Angela, che «amava sopra ogni cosa». E quando era felice intonava il Barbiere di Siviglia, di Rossini. Prendendo spunto dal libretto, si muoveva per casa dicendo «Buonanotte mio signor»: e così, tratteggiando questa immagine di serenità, lo hanno voluto ricordare ieri le figlie, in una chiesa piena parenti, amici, colleghi e persone che hanno lavorato al suo fianco, insieme a qualche politico, di allora e di oggi. (f.bu.)

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