Folla per il libro sulla Pescara ambiziosa

2 Settembre 2016

Politici e professionisti allo stabilimento San Marco per la presentazione di “Molto mosso” di Mancini

PESCARA. Trecento persone - tantissimi professionisti a rappresentare la società civile - hanno affollato ieri pomeriggio lo stabilimento San Marco per la presentazione del libro “Molto mosso” di Francesco Mancini sui sogni di grandeur di Pescara. Politici di ieri e di oggi, storici, architetti e imprenditori hanno assistito al dibattito. In ordine sparso, Raffaele Delfino, Peppino Quieti, Nevio Piscione, Armando Mancini, Luigi Albore Mascia, Sandro Gerbi, Giampiero Consoli, Gianni Di Vincenzo, Massimo Palladini. Il libro (502 pagine, 25 euro, edito da Carsa) ricostruisce un delicato e sfaccettato complesso di stagioni storiche tra il 1943 e il 1972, attraverso l'archivio ricco documentato del sindaco e onorevole Dc Antonio Mancini: industrializzazione, università, autostrade, come preannuncia il sottotitolo, sono principalmente oggetto e obiettivo di osservazione al contempo per comprendere la percezione interna-esterna delle ragioni di un acceso dibattito abruzzese sulla modernità e su chi anzitutto avrebbe dovuto portarne il vessillo. Non mancano spunti che alimentano una lettura che sa riempire con tanti tasselli interessanti il mosaico della recente storia locale. L’autore si è avvalso per l'editing della collaborazione del critico letterario Giacomo D'Angelo. Con loro, a presentare, l'editore Roberto Di Vincenzo, l'imprenditore Stefano Menzietti, i commercianti Adolfo Dolci e Claudio Minicucci, il direttore del Centro Mauro Tedeschini, i giornalisti Daniela Senepa e Giorgio D'Orazio e un ospite speciale come 'Nduccio. Checco Mancini non è nuovo a ricognizioni storiche basate sugli archivi di famiglia. Nel 2011, infatti, ha dato alle stampe per Solfanelli il toccante e originale "Gia` vinti nel cuore. Un carteggio familiare (1936-1944)". «La sua seconda ricognizione, la cui stesura e` stata molto piu` laboriosa della prima» scrive D'Angelo nella prefazione a "Molto mosso" «scandaglia ancora la meticolosa e sovrabbondante documentazione di iniziative e progetti paterni, ed esamina questa volta un trentennio di vicende e battaglie cittadine e regionali (fuori e dentro il partito), di testimonianze, di polemiche e soprattutto, di idee. L’intento non e` di fare il seguito della biografia paterna, quanto di sottoporre al lettore materiali inediti, o difficili da reperire, che possono avere interesse per gli abruzzesi, per gli adriatici, ma non solo».