Fondazione Marcinelle, l’appello

Il consigliere Blasioli con i sindaci e le associazioni: vanno coinvolti tutti i comuni
PESCARA. «Ricordo ogni singolo attimo di quella tragedia, perché ero lì assieme alla mia famiglia, e per tre giorni consecutivi ho aspettato davanti ai cancelli del sito. Mia madre mi diceva che papà, prima o poi, sarebbe uscito e invece non l’ho più rivisto». Così Nino Domenico Di Pietrantonio, presidente dell’associazione “Minatori vittime del Bois du Cazier”, nata per ricordare le 262 vittime del grave incendio scoppiato l’8 agosto del 1956 nella miniera belga di Marcinelle, a margine dell’incontro organizzato ieri mattina nella sede del consiglio regionale di Pescara dal consigliere regionale Antonio Blasioli (Pd) con i sindaci di Lettomanoppello e Turrivalignani, Simone Romano D’Alfonso e Giovanni Placido, il presidente dell’associazione “Minatori Vittime del Bois du Cazier” di Lettomanoppello e Turrivalignani, Di Pietrantonio, Davide Castellucci e Antonio Perseo dell’associazione “Marcinelle per non dimenticare” di Manoppello. L’obiettivo, approfondire alcune questioni relative alla legge che istituisce la fondazione “Marcinelle dueseidue”, approvata il 27 dicembre scorso.
In particolare, secondo quanto riferisce Blasioli, «il percorso legislativo non rispecchia la natura collettiva della tragedia dell’8 agosto 1956». E ancora, sottolinea Blasioli: «Stupisce che l’emendamento sull’aumento della somma da stanziare, da 50mila a 100mila euro, non sia passato, considerato che difficilmente la prima somma potrà garantire la costituzione ex novo della fondazione, anche perché il finanziamento del 2023 è già andato perduto per mancato impegno». In merito al mancato coinvolgimento degli altri Comuni, i sindaci di Lettomanoppello e Turrivalignani rimarcano: «È stato coinvolto solo il Comune di Manoppello, designato quale unica sede delle fondazione». Di qui la richiesta alla Regione di costituire un tavolo con tutti i Comuni e le associazioni interessate, per avere uno statuto condiviso e una certezza sulla reale nascita della fondazione nel 2024.
Di Pietrantonio aveva dieci anni quando il papà Emidio, lo zio Modesto Martinelli, di Turrivalignani, e i nipoti della madre, di Lettomanoppello, persero la vita nel disastro di Marcinelle: 262 le vittime, di cui 136 italiani e 60 abruzzesi. L’associazione presieduta da Di Pietrantonio, che vive da tempo a Lettomanoppello, è nata circa 30 anni fa e da sempre organizza iniziative di sensibilizzazione rivolte ai più giovani, con viaggi sul posto e incontri, oltre alle celebrazioni dell’8 agosto, giorno della tragedia, e del 26 novembre, per non dimenticare il ritorno delle bare da Marcinelle a Pescara. E in tutti questi anni, grazie anche alla testimonianza di alcuni minatori, Di Pietrantonio ha cercato di far emergere la verità, «perché», dice, «quello che ci hanno raccontato è solo una parte di ciò che è realmente accaduto nella miniera. Non dimenticare è fondamentale, perché un popolo che non ha memoria è destinato a morire», sottolinea Di Pietrantonio, auspicando un reale supporto della fondazione, in segno di rispetto per tutte le vittime abruzzesi e non solo. «Negli anni ho incontrato personalità istituzionali, ho scritto al Papa, non mi sono mai fermato perché a un metro sotto terra è rimasta aggrappata per giorni la speranza di rivedere mio padre. La stessa sofferenza è stata vissuta da centinaia di figli, mogli e nipoti di vari paesi. Una catastrofe che ha segnato la storia delle morti bianche». Tra le preoccupazioni espresse da Blasioli, dai sindaci di Turrivalignani e Lettomanoppello e dalle associazioni "Marcinelle per non dimenticare" e "Voci della miniera", il rischio di avere una fondazione priva dei mezzi per operare concretamente.

