Fontanelle tra buche e asfalto franato E la melma rimane là

13 Novembre 2014

In via Caduti per Servizio si contano i danni dopo il fiume di fango, 3500 famiglie invocano l’intervento del Comune

PESCARA. Il giorno dopo l’esplosione della conduttura della rete delle acque bianche, in via Caduti per Servizio si fa la conta dei danni. L’acqua ha smesso di venire giù dalla collina di San Giovanni Teatino e la perdita è stata riparata dai tecnici del Consorzio di bonifica. Ma il quartiere pescarese delle 540 case popolari, riqualificato dalla passata amministrazione Mascia, resta invaso dal fango e dalla melma. Le 3.500 famiglie che vivono a Fontanelle attendono l’intervento del Comune per ripristinare, almeno in parte, l’asfalto franato, le buche a ridosso dei marciapiedi e i dossi saltati.

L’effetto di 48 ore di assedio da parte del fiume torrenziale, pompato a ritmo di 70/80 litri d’acqua al secondo, si misura lungo lo stradone che dal terminal bus della Gtm arriva fino alla sede dell’associazione “Insieme per Fontanelle”. Un percorso a ostacoli per le automobili, gli anziani del quartiere che girano in bicicletta e per le mamme che portano i bimbi a giocare nel parco della Serenità.

«Hanno pulito soltanto una parte di via Caduti per Servizio, quella dove si trova la palestra», lamenta Nello Raspa, tra gli attivisti dell’associazione creata per ripristinare la cultura della legalità in un quartiere che negli anni scorsi è stato al centro di una lunga stagione di violenze e atti intimidatori, «abbiamo fatto diverse segnalazioni ai vigili urbani, al servizio manutenzioni del Comune e persino alla segreteria del sindaco Marco Alessandrini. Ma nessuno ci ha risposto e tutto è rimasto così». Il caos nel quartiere delle case popolari è scoppiato per colpa della disattenzione di un contadino che stava arando il suo terreno privato dove passa la condotta d’irrigazione che dalla collina di Sambuceto porta l’acqua ai campi della Fondovalle Alento. Lunedì, il mezzo agricolo ha toccato il tubo in un punto poco profondo, provocando un foro di circa 15 centimetri. Dalla collina è iniziato a cadere un fiume d’acqua che si è riversato lungo le strade per circa 48 ore, sommergendo asfalto e marciapiedi. Il guasto è stato riparato ieri dai tecnici del Consorzio di bonifica, l’ente che si occupa della realizzazione e manutenzione delle opere d'irrigazione che ricadono nei bacini dei fiumi. Ma adesso tocca all’amministrazione comunale procedere con la pulizia delle strade e con il ripristino della normalità. Come racconta Raspa, le scorse settimane qualcuno ha trafugato «4/5 tombini lungo la strada», lasciando le condotte fognarie scoperte. «Quelle buche sono pericolose: se ci va a finire qualcuno con la bici o con la ruota della macchina, con chi ce la dobbiamo prendere? Eppure, ripristinare i tombini non rappresenta una grossa spesa per le casse del Comune».

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