Fonte Vetica, cancellata la rassegna degli ovini

21 Luglio 2018

La Camera di commercio dopo 59 anni annuncia lo stop alla manifestazione Gli allevatori: «Il 5 agosto saliremo a Campo Imperatore con le nostre pecore»

L’AQUILA . Cancellati, con un colpo di spugna, quasi sessant’anni di storia della pastorizia, sul Gran Sasso d’Italia. Di paesaggi rurali , di vite intrecciate alla transumanza e alle migrazioni delle greggi verso la Puglia, sulle orme dei tratturi. È dai pastori, gente semplice e verace di dannunziana memoria, che tramanda da secoli il linguaggio autentico della terra d’Abruzzo, che parte la rivolta dopo l’annuncio della Camera di commercio dell’Aquila della cancellazione della storica Rassegna ovini di Campo Imperatore, giunta alla 59esima edizione.
Quest’anno la manifestazione non ci sarà o, nella migliore delle ipotesi, verrà fortemente ridimensionata e spostata a settembre. Ma i pastori non ci stanno: il 5 agosto porteranno ugualmente le greggi nella piana di Campo Imperatore in segno di protesta. In virtù della circolare Gabrielli, la Camera di commercio non è in grado di affrontare, sul piano economico e organizzativo, l’evento che richiama, ogni anno, migliaia di visitatori. Ma dietro la decisione si celano, soprattutto, i fatti dello scorso anno: il rogo divampato, a Fonte Vetica durante la Rassegna degli ovini, in piena area protetta, per il quale sono sotto processo cinque persone. Una distruzione a cui seguirono accuse e polemiche.
SAREMO LÌ. «Il 5 agosto saremo regolarmente, con i nostri armenti, a Campo Imperatore», annuncia Giulio Petronio, presidente del Consorzio canestrato di Castel del Monte. «Come si può pensare di annullare una manifestazione che va avanti da quasi sessant’anni, senza interruzioni? Persino nel 2009, anno del terremoto dell’Aquila, si è svolta regolarmente». Ieri sera i pastori della zona si sono riuniti per decidere il da farsi. «In occasione della rassegna ovini arrivano visitatori da tutta Italia», spiega Petronio, «il nostro territorio ha investito per decenni su questa iniziativa che, adesso, la Camera di commercio vuole cancellare».
TERAMO L’HA FATTA. Ad accrescere i malumori, il fatto che a Teramo, all’inizio di luglio, si è svolta regolarmente la 159esima Fiera della pastorizia, di Piane Roseto. Evento, per alcune caratteristiche, molto simile a quello della Rassegna ovini di Campo Imperatore. La camera di commercio teramana ha scelto di organizzarsi e far fronte alle disposizioni della circolare Gabrielli, mentre la Camera di commercio dell’Aquila ha posto più di un interrogativo sul piano economico e organizzativo.
DANNO GRAVISSIMO. «La pastorizia è un’identità del Gran Sasso. Come azienda, sono nato nel 1958, anno in cui è stata organizzata la prima edizione della Rassegna ovini», incalza Petronio, «cancellare la manifestazione rappresenta, per l’economia montana aquilana, un danno economico enorme. Stiamo aspettando risposte dalla Camera di commercio e dal comune di Castel Del Monte: se non arriveranno, ci organizzeremo da soli».
ROGO E POLEMICHE. La Rassegna ovini è stata marchiata dal rogo che lo scorso anno, ha distrutto chilometri di area protetta. Per quel disastro ambientale la Procura dell’Aquila ha chiesto il rinvio a giudizio per le sei persone che avevano acceso la carbonella da cui sono divampate le fiamme. Per settimane si sono susseguite le polemiche, in un balletto di responsabilità, su misure di sicurezza e autorizzazioni. Fino all’epilogo che arriva a distanza di un anno, con la Rassegna ovini che rischia, in via cautelativa, di scomparire per sempre.