Forniture gas e metano: tutti assolti al processo

9 Luglio 2020

Il fatto non sussiste: sott’accusa erano finiti il dirigente comunale Piero Antonacci  e gli imprenditori Tecnoservice Roaldo Acciavatti, Paride Peretti e Luciano Palma

PENNE. Tutti assolti, «perché il fatto non sussiste», dal tribunale monocratico di Pescara i quattro imputati nel processo riguardante le società pennesi con partecipazioni a servizi comunali. Si tratta degli imprenditori Roaldo Acciavatti, Paride Peretti, Luciano Palma, accusati di truffa aggravata in concorso; e del dirigente comunale, Piero Antonacci, accusato di turbativa d’asta. Il pm onorario, che ieri sostituiva in aula il titolare del procedimento, il procuratore aggiunto Anna Rita Mantini, aveva chiesto la condanna per i quattro imputati senza però indicare la pena da erogare. I difensori avevano invece chiesto per i loro assistiti l’assoluzione «perché il fatto non sussiste». Nello specifico, l’accusa contestava ad Acciavatti, Peretti e Palma, rispettivamente amministratore unico e soci della Tecnoservice srl, un indebito vantaggio patrimoniale di circa 400 mila euro.
La loro società aveva un contratto di affidamento dei servizi di supporto amministrativo e rendicontazione di quelli di distribuzione di gas e metano forniti dalla Sig, nei comuni di Penne, Collecorvino e Loreto Aprutino. Tramite la Tecnoservice - sempre a giudizio dell’accusa - dal 2012 al 2015 - i tre imprenditori, difesi dagli avvocati Leo Brocchi e Attilio Cirone, avrebbero fatturato e si sarebbero fatti liquidare prestazioni che, di fatto, erano già rese alla Sig da altre società (City Service), ossia svolte nell’interesse dell’altra società partecipata comunale, Vestina Gas.
Antonacci, difeso dall’avvocato Ugo Di Silvestre, agendo invece in qualità di dirigente e responsabile dell'Area tecnica e ambientale del Comune di Penne, delegato all’istruttoria della gara pubblica di selezione dei soggetti aggiudicatari del servizio di gestione dei parcheggio a pagamento senza custodia, era accusato di aver turbato «il regolare e trasparente andamento del predetto iter onde determinare», si legge nel capo di imputazione, «l’aggiudicazione in favore dell’Ati costituita dalle società Sig e City Service».
In particolare, sempre secondo l’accusa, Antonacci avrebbe predisposto «linee di indirizzo di cui alla delibera n.40 del 2012», nella quale indicava quali unici beneficiari «dell'esenzione del ticket di pagamento della sosta (quindi destinatari del cosiddetto Bollino Verde)» i cittadini residenti nel centro di Penne «utilizzatori di veicoli ecologici». Successivamente, dopo l’intervenuta pubblicazione del bando di gara e la sua aggiudicazione in favore dell’Ati costituita da Sig e City Service, «attuava un nuovo piano della sosta di cui alla delibera del 13 giugno 2016 con nota autonoma di valenza interpretativa chiarendo il significato di veicoli ecologici del detto piano, come da intendersi quali mezzi ad alimentazione meramente elettrica e non già alternativa a bassa emissione, e ciò agendo autonomamente, senza che la predetta decisione fosse rimessa all’organo competente (consiglio comunale) che in pregresso aveva elaborato l’indicato piano della sosta». Tutte accuse che so sono dissolte ieri con l’assoluzione piena da parte del giudice monocratico, Virginia Scalera. Per conoscere le ragioni bisognerà attendere il deposito delle motivazioni.
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