Foschi scrive alla Meloni: «Nessun rispetto»

1 Febbraio 2018

Il coordinatore provinciale si è dimesso: «Le candidature scelte senza neppure consultarmi»

PESCARA. «Grato ai molti iscritti e ai simpatizzanti che mi hanno sempre seguito, mi stimano e mi hanno dimostrato la loro solidarietà in questa occasione, pur confermando la mia coerente permanenza nel partito, rassegno le mie irrevocabili dimissioni da coordinatore e portavoce provinciale di Fratelli d'Italia di Pescara».
Ad annunciarlo è stato Armando Foschi in una lettera alla presidente di FdI, Giorgia Meloni, in cui sottolinea quanto «Pescara sia stata penalizzata, perché nella scelta delle candidature non sempre sono stati premiati la coerenza, il costruttivo lavoro sul territorio e la lealtà verso il partito e gli alleati». Foschi è stato escluso dalle candidature e non è stato neppure interpellato sulle scelte. «Si fa un gran parlare di militanza e meritocrazia», ha aggiunto Foschi, «e poi si dà la medaglia a chi è appena arrivato, non si sa da dove venga, quanto tempo rimarrà prima di andare chissà dove e chissà con chi, solo alla ricerca di situazioni di comodo. Desidero evidenziare la mia presenza costante e attiva nella Destra, che mi ha portato nell'autunno del 2013, quando ricoprivo il ruolo di capogruppo del PdL nel Comune di Pescara, a scegliere di aderire a Fratelli d'Italia, in cui ho ritrovato quei valori che sono sempre stati alla base di ogni mia attività personale, lavorativa e politica».
Il nuovo scenario che si è aperto a Pescara, dice Foschi, «le scelte effettuate per le candidature senza il minimo coordinamento a livello regionale e senza essere per nulla interpellato né informato delle decisioni finali (sono venuto a sapere tutto dalla stampa), mi portano ad affermare che esista una totale mancanza di fiducia e considerazione nei miei confronti, ingiusta in rapporto all'attività che ho sempre svolto con grande impegno e onestà».
Nella lettera alla Meloni, Fioschi ricorda come la presidente, pochi giorni fa, avesse sottolineato come «nelle liste di Fratelli d’Italia non ci sono grandi nomi altisonanti ma amministratori, persone serie, ragazzi giovani, donne, persone che hanno costruito la loro credibilità con gli anni e col lavoro e spero che per questo verremo premiati».
La replica di Foschi è dura: «A mio avviso, tali criteri sono stati solo in parte applicati in Abruzzo e la mia città, Pescara, è stata particolarmente penalizzata, perché nella scelta delle candidature non sempre sono stati premiati la coerenza, il costruttivo lavoro sul territorio e la lealtà verso il partito e gli alleati».