Francavilla, appello dei negozianti: serve l’aiuto di tutti

18 Maggio 2020

FRANCAVILLA. Ripartire in sicurezza, comprare locale e aiutare la rinascita del tessuto economico della città. È questo il messaggio che i commercianti francavillesi vogliono lanciare alla...

FRANCAVILLA. Ripartire in sicurezza, comprare locale e aiutare la rinascita del tessuto economico della città.
È questo il messaggio che i commercianti francavillesi vogliono lanciare alla cittadinanza nel giorno in cui, due mesi e mezzo dopo la chiusura, tutte le attività provano a tornare alla normalità.
L'iniziativa, pensata dall'associazione Francavilla Centrale presieduta da Maurizio Nastasi e condivisa dalla maggior parte dei negozi cittadini, è stata trasformata anche in una locandina che da qualche giorno è visibile lungo le strade del territorio. «La città riparte con l'aiuto di tutti. I commercianti di Francavilla vi aspettano nelle loro attività», si legge nel manifesto redatto in collaborazione con l'amministrazione comunale. Da questa mattina si riaccende il semaforo verde per tutti: negozi di abbigliamento, scarpe, gioiellerie, parrucchieri, estetisti, bar, ristoranti, pub e ogni altro settore merceologico può tornare a una normalità fatta anche di tanti accorgimenti anti contagio.
Gli ingressi sono contingentati: nei locali si entra scaglionati per garantire il distanziamento sociale. Mascherine, guanti e igienizzante sono necessari ovunque, ma questa non è una novità.
Per alcuni servizi è obbligatoria la prenotazione, come ad esempio per andare dal parrucchiere o in un centro estetico.
Prima di ricominciare tutte le attività hanno dovuto sanificare i propri locali compresi i condotti per l'aerazione. Anche chi fino a ieri ha lavorato esclusivamente con l'asporto, come bar e ristoranti, da oggi può tornare a fare servizio al tavolo, anche se è necessario seguire tutte le linee guida che rendono più complicato il percorso, ma consentono di lavorare. Nel frattempo in molti fanno la conta dei danni derivante dalla chiusura forzata.
Il calo del fatturato oscilla tra l'80 e il 100 percento, considerando attività che hanno dovuto chiudere completamente, come l'abbigliamento, e chi invece ha potuto lavorare grazie al servizio a domicilio e all'asporto come il settore della ristorazione. Adesso però la voglia di un nuovo inizio è più forte della amarezza per quanto è accaduto. (a.d.s.)
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