Francesca: «Tassate persino le mance»
Francesca Forestale prima di diventare una rider lavorava in un call center per otto ore al giorno. «Portavo a casa uno stipendio dai 700 agli 800 euro circa al mese», racconta, «poi sono arrivate le...
Francesca Forestale prima di diventare una rider lavorava in un call center per otto ore al giorno. «Portavo a casa uno stipendio dai 700 agli 800 euro circa al mese», racconta, «poi sono arrivate le consegne. Mi sembrava il lavoro più bello del mondo perché è molto gratificante, non hai nessun capo che ti dice cosa devi fare o che ti sta con il fiato sul collo, sei sempre in giro con altri ragazzi. Si guadagnava anche discretamente e potevi, sulla carta, scegliere tu che tipo di disponibilità dare alla piattaforma, anche se per lavorare a pieno regime è comunque necessario essere attivi durante il weekend, dal venerdì alla domenica nelle ore serali». Come racconta la giovane, in poco tempo è cambiato tutto. «Durante il lockdown abbiamo lavorato tantissimo», aggiunge, «non ci siamo mai sottratti anche sotto il diluvio. Per due anni non ho mai avuto un giorno festivo libero o la malattia pagata. Noi lavoriamo 364 giorni all’anno, non effettuiamo le consegne soltanto a Natale. Ma non ci siamo mai lamentati prima d’ora». Da qualche giorno, con l’ultimo Dpcm, il lavoro dei riders è calato ulteriormente. «I costi di consegna sono bassissimi», evidenzia Francesca, «90 centesimi con Deliveroo e 1 euro con Glovo. Ma anche le mance sono tassate». (y.g.)

