Frane, pochi fondi e neppure l’ombra di un cantiere

Penne, a quasi sei mesi dai danni provocati dal dissesto idrogeologico le contrade cittadine sono tutte in ginocchio
PENNE. I danni causati dal dissesto idrogeologico, conseguente alle precipitazioni dello scorso marzo, sono ancor ben visibili nel capoluogo vestino. A Penne, in almeno sei contrade, vige una situazione di assoluta emergenza. Smottamenti, strade franate e chiuse, campi agricoli inaccessibili.
In contrada Mallo, Colle Trotta, Villa Degna, Santa Maria Mirabello, Pagliari e Collalto, sono numerose le persone che subiscono i disagi di una viabilità ridotta ai minimi termini, che danneggia le attività di tutti i giorni, anche le più banali, e accresce una situazione di malcontento. A dire il vero la Regione Abruzzo ha stanziato una prima tranche di finanziamento, per oltre 2 milioni di euro, finalizzato agli interventi sulle zone più a rischio. Se si esclude però il milione e mezzo di euro destinato a risolvere i problemi strutturali che il dissesto ha causato nella fabbrica della Brioni, ecco che le risorse disponibili per le zone periferiche si restringe a circa 850 mila euro: 500mila da ripartire tra le zone Portella, San Comizio (centro storico), Colle Trotta e Pontemanente e 350 mila euro per sistemazione l’area di Roccafinadamo. A oggi, però, a parte alcuni interventi provvisori realizzati dagli operai del Comune, nessun intervento è stato ancora avviato. Per il segretario di Rifondazione, Gabriele Frisa, è una situazione del tutto inaccettabile.
«Il rischio di non aver ancora avviato alcun intervento è un fatto grave per una doppia ragione: da una parte, perché da mesi i cittadini sono stati lasciati senza assistenza e con una viabilità che li danneggia in termini economici e di vivibilità; dall’altra, perché con l’inizio dell’autunno, le precipitazioni atmosferiche potrebbero mettere letteralmente ko intere contrade. Tutto il Consiglio comunale pennese dovrebbe battere i pugni sul tavolo della Regione Abruzzo con maggiore insistenza, dato che i vari assessori e consiglieri regionali vengono a Penne solamente per prendere i voti, compreso il presidente Luciano D’Alfonso. I fondi stanziati fino a oggi per risolvere il dissesto a Penne non sono sufficienti».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

