Fratelli d’Italia conta su 5 consiglieri in più Ora la giunta traballa

12 Marzo 2021

Il passaggio di SiAmo Montesilvano cambia tutti gli equilibri E intanto il sindaco presenta il nuovo assessore Santavenere

MONTESILVANO. Ingresso ufficiale dei cinque ribelli di SiAmo Montesilvano nel gruppo consiliare di Fratelli d’Italia. Anche se la formalizzazione avverrà oggi, quando sarà protocollata in piazza Diaz la comunicazione al presidente del Consiglio comunale, ieri i vertici regionali, provinciali e comunali del partito di centrodestra hanno annunciato la novità, che era già nell’aria da qualche settimana. Nessuna conferenza stampa, evitata per motivi di Covid, ma una foto di gruppo in piazza Diaz a sancire l’ampliamento del gruppo consiliare che passa da 2 a 7 componenti.
A Marco Forconi (capogruppo che mantiene il suo ruolo) e a Francesco Pasquale, eletti con il partito della Meloni, si aggiungono quindi Valentina Di Felice, Paola Ballarini, Valter Cozzi, Giuseppe Menè e Lino Ruggero. «Ci riconosciamo perfettamente nei valori di Fratelli d’Italia», ha commentato Cozzi, in qualità di ormai ex capogruppo di SiAmo Montesilvano, «e la presenza di amici e politici di livello come Sigismondi, Testa, Cardelli e Cordoma, ha reso più semplice la decisione». E sono stati proprio loro a tenere a battesimo ieri l’ingresso dei cinque consiglieri a Montesilvano.
«L’appartenenza politica dei cinque consiglieri è di centrodestra e il passaggio in Fratelli d’Italia segna un nuovo punto nella parabola politica di un partito in esponenziale ascesa, in provincia di Pescara così come in tutta Italia», hanno commentato il capogruppo in Consiglio regionale Guerino Testa e il coordinatore provinciale Stefano Cardelli. Soddisfazione anche da parte del coordinatore regionale Etelwardo Sigismondi e di quello cittadino Pasquale Cordoma che ha evidenziato come il gruppo rappresenti ad oggi «la maggioranza nella maggioranza». Nessuna dichiarazione particolare, invece, da parte dei componenti del partito, sul nuovo ingresso in giunta di Sandra Santavenere, il cui decreto di nomina è arrivato a sorpresa nella tarda serata di mercoledì.
«Siamo più interessati a dare il nostro contributo allo sviluppo della città e ai programmi dell’amministrazione che alle poltrone», il commento unanime degli esponenti di Fratelli d’Italia. «È una decisione che spetta al sindaco. Ho letto la notizia sui giornali e ne prendo atto», ha aggiunto Di Felice che per mesi è stata la super favorita per lo scranno lasciato libero dall’assessore Damiana Rossi. «Non ho mai detto né sì né no alle proposte del primo cittadino, perché era giusto che ci fosse un'interlocuzione con il partito al quale ho scelto di aderire».
Nonostante i toni diplomatici dimostrati ieri dai vari componenti del partito, le attuali rappresentanze delle forze di maggioranza in Consiglio comunale e in giunta, da manuale Cencelli, appaiono ad oggi fortemente squilibrate. Conti alla mano: Fratelli d'Italia, che conta ora 7 consiglieri ed è il gruppo consiliare più numeroso, è rappresentato nell’esecutivo solo da un assessore (Paolo Di Blasio); la Lega, rimasta con 4 consiglieri dopo il cambio di casacca di tre dei 7 eletti, conta ancora sul sindaco Ottavio De Martinis, su tre assessori (Deborah Comardi, Anthony Aliano e Barbara Di Giovanni) e sul presidente del Consiglio comunale (Ernesto De Vincentiis); Montesilvano in Comune, fedele all’assetto originario con i suoi quattro consiglieri, è rappresentata dal vicesindaco (Paolo Cilli) e da un assessore (Alessandro Pompei); infine Forza Italia, rimasta a quota un consigliere (l'ex sindaco Francesco Maragno) non ha alcun rappresentante in giunta.
L’ipotesi più probabile è che a breve il partito della Meloni, anche alla luce della nomina dell’assessore esterna Sandra Santavenere – che sarà presentata alla stampa questa mattina dal sindaco che dovrà rendere note anche le deleghe assegnatele - possa bussare alla porta del primo cittadino per chiedere un riequilibrio dell’esecutivo. E c’è già chi scommette che Fratelli d’Italia chiederà almeno tre poltrone. A quel punto spetterà al sindaco decidere se mantenere ferma la linea annunciata giovedì («Tutti i componenti della mia giunta rimarranno al loro posto») oppure se ricompattare la maggioranza e ricucire lo strappo con i cinque ribelli, aprendo a qualcuno di loro le porte della squadra di governo.
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