Freddo e malanni, assalto all’ospedale

Al pronto soccorso 300 accessi in una mattinata e attese di ore. Anche i reparti scoppiano: stop dei ricoveri in Geriatria
PESCARA. Trecento accessi solo fino al primo pomeriggio, con un picco di oltre cinquanta persone in attesa, intorno alle 14. L’effetto maltempo rilancia l’influenza e tutte le sindromi parainfluenzali e l’ospedale scoppia. Tutto pieno ieri, dal pronto soccorso ai reparti, complice anche il fine settimana in cui, come di consueto, non ci sono state dimissioni dei pazienti.
Un’emergenza vera, come non si era ancora vista in questo inverno quasi allo scadere, quella di ieri all’ospedale civile, e che ha indotto il personale sanitario a un impegno senza sosta per garantire assistenza a tutti. E non è comunque bastato perché, come afferma il primario Alberto Albani, direttore dell’unità operativa complessa Medicina e chirurgia d’urgenza, «il problema dei pochissimi posti letto liberi, insieme con l’iperafflusso in pronto soccorso, ha portato a una situazione anomala di arrivi, determinando una grossa difficoltà ad assorbirli. Tanto più che», va avanti, «abbiamo fatto fatica anche a trovare posti in altri ospedali della regione. A mezzogiorno», racconta il primario, «nonostante tre operatori del 118 impiegati a rispondere alle telefonate, erano 12 le chiamate in attesa».
Ciononostante, come detto, sono stati trecento gli accessi già nel primo pomeriggio, a fronte dei circa 180 che si registrano solitamente a quell’ora. A far lievitare il numero, come spiega lo stesso medico, gli anziani con patologie croniche. «Con il freddo di questi ultimi giorni si sono riacutizzate le patologie croniche che hanno portato tanti pazienti, soprattutto quelli molto anziani, a rivolgersi al pronto soccorso e in ospedale dove, però i reparti erano già pieni. Considerando anche», aggiunge, «che oggi (ieri ndr) abbiamo avuto da trattare anche patologie traumatiche importanti».
Il risultato, come già avvenuto nei mesi scorsi e come capita ormai periodicamente, il blocco dei ricoveri in Geriatria disposto dalla Asl. «Un blocco parziale», precisa il vice direttore sanitario Rossano Di Luzio, che dice anche: «Il problema è che sono pieni anche gli altri ospedali d’Abruzzo e non riusciamo neanche a trasferire i pazienti. Stiamo facendo ricorso agli appoggi», cioè ai ricoveri in altri reparti, pur lasciando il paziente a carico del reparto di competenza, strapieno. Una situazione che, come ipotizza il vice direttore della Asl, potrebbe tornare alla normalità già questo pomeriggio, considerando le dimissioni previste solitamente per la tarda mattinata.
In ogni caso, è un’emergenza destinata a ripetersi, almeno fino a quando, come non smettono di ripetere all’ospedale, i cittadini non si rivolgeranno prima ai medici di base. «Sono loro il primo filtro», rimarca Di Luzio, «per questo, prima di rivolgersi al pronto soccorso, va chiamato il medico di base per verificare se è possibile trattare la patologia a casa. Questo», sottolinea, «tenendo anche conto che per i pazienti cronici, il medico di base può richiedere di attivare l’assistenza domiciliare integrata».
«Ai cittadini chiediamo pazienza», conclude Albani, «noi cerchiamo di dare comunque risposte a tutti. Ma è importante, per non intasare il pronto soccorso e i reparti già pieni, che chi ha patologie più semplici riconducibili ad attività ambulatoriali, si rivolga ai medici curanti e alle guardie mediche».
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