Frisa: dove sono i milioni per l’ospedale?

Penne, il movimento in difesa del San Massimo interroga la Asl sul progetto di ristrutturazione
PENNE. Dopo esser sceso in piazza a settembre in difesa del punto nascite, il movimento per la sanità vestina torna a battersi per l'ospedale San Massimo. Il portavoce del movimento, Gabriele Frisa, chiede risposte certe circa la ristrutturazione dell'ospedale vestino.
Un progetto da 12 milioni di euro avviato dalla passata amministrazione regionale e che ancora oggi non riesce nemmeno a prendere avvio. «Chiedo ai vertici della Asl di Pescara, al manager Claudio D'Amario, e all'assessore regionale alla Sanità, Silvio Paolucci, a che punto si trovi l'iter per la ristrutturazione. Da anni ormai sentiamo parlare di dodici milioni di euro pronti a essere investiti, di cronoprogrammi stilati e altre storie. Il San Massimo, invece, resta sempre lo stesso. Anzi, se possibile, i vertici aziendali predispongono tagli di servizi e posti letto», commenta il leader del movimento.
«Vogliamo sapere dove sono andati a finire i soldi previsti per l'ammodernamento dell'ospedale» prosegue Frisa «e avere date certe riguardo lo sblocco della ristrutturazione. A tutti i pennesi e i residenti dell'area vestina» prosegue il portavoce del movimento, «chiedo di rimanere mobilitati su quel che sarà il futuro del nostro punto nascita: la decisione di non chiuderlo è stata soltanto sospesa».
Secondo il decreto Fazio e facendo un'analisi scientifica dei parti che si sono registrati al San Massimo durante l'anno, il reparto pennese dovrebbe chiudere perché è al di sotto delle cinquecento nascite annue.
Sopprimendo il reparto pennese, però, in tutta la provincia di Pescara resterebbe un solo reparto nascite, quello di Pescara appunto, peraltro già gravato da problemi di sovraffollamento, a coprire l'intera esigenza della provincia pescarese. (f.bel.)

