Frode fiscale, quattro indagati: sequestrate auto di lusso e case

15 Febbraio 2022

Maxi operazione da 3,5 milioni della finanza, portati via i beni che erano stati drenati alla Klindex Ipotizzato il trasferimento occulto di denaro e il riciclaggio, nei guai una famiglia di imprenditori

MANOPPELLO. Appartamenti, conti correnti, auto di lusso, orologi preziosi, tutto per un totale di 3 milioni e mezzo di euro, finisce sotto sequestro. È il «tesoretto» su cui ha messo le mani la procura di Pescara grazie all'intensa attività investigativa degli uomini della guardia di finanza del colonnello Antonio Caputo. L'operazione «Super Clean» ha permesso di recuperare un patrimonio ritenuto illecito, accumulato dai soci di maggioranza di una importante azienda leader nel settore della produzione e vendita di macchinari per la pulizia di superfici, la Klindex srl di Manoppello, i cui profitti venivano drenati da quelli che la finanza ritiene amministratori «infedeli», scoperti soltanto nel 2020 dopo le pressioni dei soci di minoranza sul collegio sindacale.
Sotto inchiesta è finita una intera famiglia: Ercole Bibiano, sua moglie Maria Lo Conte, il loro figlio Alessandro Bibiano e la moglie di quest'ultimo, Monica D'Orazio: sono accusati a vario titolo di appropriazione indebita, infedeltà patrimoniale e poi ancora di reati fiscali, oltre che di riciclaggio, autoriciclaggio e reimpiego di denaro di provenienza illecita. Titolare dell'inchiesta è il pm Andrea Papalia che ha chiesto ed ottenuto dal gip Giovanni de Rensis, il sequestro dei beni dei quattro indagati. I denuncianti, i soci di minoranza della Klindex, appartengono alla stessa famiglia e, quando vennero a conoscenza del doppio ruolo di Ercole Bibiano, che aveva aperto un'altra società con la moglie, fecero scattare le indagini. Nel provvedimento del gip si parla di condotte illecite «consistite in reiterate, sistematiche, indebite ed ingenti distrazioni di risorse finanziarie dalla Klindex ad altra società dei due indagati, la “Bibiano & Lo Conte”, nonché alla ditta individuale del figlio “Alessandro Bibiano”». Distrazioni avvenute tramite un giro di false fatturazioni emesse dalle società e dalle ditte beneficiarie nei confronti della Klindex, «attestanti rapporti di agenzia e corrispondenti pagamenti di provvigioni da parte di quest'ultima, consentendo, altresì, una complessiva ingente evasione di imposta almeno per gli anni dal 2016 al 2020».
La finanza è riuscita ad accertare che sia la «Bibiano & Lo Conte», sia la ditta individuale del figlio, avevano emesso «fatture periodiche nei confronti della committente, giustificate con la generica causale “acconti provvigione”». Non solo, ma le fiamme gialle accertavano anche il successivo reimpiego di gran parte delle risorse «illecitamente drenate dalla Klindex sia nell'acquisto di quote della stessa Klindex per 352 mila euro (che erano della socia querelante ndc), sia nelle attività imprenditoriali del figlio Alessandro e della moglie Monica D'Orazio, in particolare nelle attività della «AM & son trading and consulting», realizzando riciclaggio/reimpiego delle risorse attraverso false fatturazioni per consulenze commerciali figuranti come eseguite dalla «AM & son trading and consulting" in favore della ditta di Alessandro Bibiano». Insomma, stando alle indagini, la Klindex sarebbe stata una sorta di cassaforte per gli amministratori «infedeli», «permettendo ai coniugi Bibiano e Lo Conte», come scrive la finanza, «di condurre una vita da nababbi».