Funghicida nocivo per le fragole Sequestri e denunce

13 Agosto 2016

La Forestale nei centri ortofrutticoli scopre antiparassitario utilizzato in quantitativi 100 volte superiori ai limiti di legge

PESCARA. Troppi antiparassitari nelle fragole da mettere in commercio, addirittura cento volte di più del consentito. È questa la contestazione del personale del corpo forestale dello Stato nei confronti di due commercianti di frutta, che sono stati denunciati all'autorità giudiziaria al termine di un controllo in un centro ortofrutticolo della provincia di Pescara, nell'ambito di una operazione più vasta che ha interessato tutta la regione.

Arrivando nella struttura gli uomini del Nucleo Agroalimentare e Forestale hanno preso in considerazione alcuni campioni di frutta, per poi sottoporli a esami di laboratorio e verificare il quantitativo di fitosanitari utilizzati. Da questi accertamenti – che hanno richiesto del tempo e sono stati eseguiti nei laboratori dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Teramo – è emerso che le fragole superavano i limiti di legge di ben cento volte per quanto riguarda il valore di uno specifico antiparassitario/fungicida. È quindi scattata la denuncia sia nei confronti del detentore di questa frutta sia a carico del produttore, al quale il personale della Forestale è risalito seguendo la filiera del prodotto.

Quelle fragole, potenzialmente nocive, non potevano essere messe in commercio, sostiene la Forestale. Questa è la ragione che ha reso necessaria una seconda fase di accertamenti nei confronti di quel produttore, per verificare se vi sia qualcosa che non va anche in altri lotti di fragole, oltre a quello sottoposto a campione, e nei frutti derivanti da altre colture. Da capire, tra l'altro, il motivo per cui si è verificato il superamento nell'utilizzo del fitofarmaco.

È stato invece rassicurante, dicono dalla Forestale, l'esito dei test relativi all'altra frutta campionata, cioè pompelmi, arance, pesche, kiwi e limoni: per questi prodotti, i valori erano molto al di sotto dei limiti massimi dei residui previsti dalla normativa. Questo è l'esito di uno dei 15 controlli realizzati in altrettanti centri ortofrutticoli, più o meno grandi, dislocati su tutto l’Abruzzo.

Nel corso delle ispezioni dei quattro nuclei provinciali, coordinati dal comando regionale della Forestale, sono stati sequestrati oltre mille chili di frutta e contestate dieci sanzioni amministrative per oltre diecimila euro. Le irregolarità riguardano la tracciabilità delle derrate e le indicazioni di provenienza. Queste informazioni, ricordano alla Forestale, sono obbligatorie anche sui banchi dei mercati ortofrutticoli, dove i controlli sono regolari, così come quelli già effettuati, ad esempio, su olio e miele, sottoposti a campionatura e ai successivi esami.

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