«Funziona lo spot sull’Abruzzo»

L’assessore al Turismo, D’Amario: «Dati eccellenti, siamo ai livelli pre-pandemia»
PESCARA. Si chiama “Abruzzo, ma che bella sorpresa”, è lo slogan della nuova campagna di promozione turistica dalla Regione Abruzzo che sta imperversando su varie emittenti nazionali e regionali. Il titolo stesso della campagna dà l’esatta dimensione della necessità di una massiccia operazione di marketing che faccia conoscere le bellezze dell’Abruzzo in Italia e nel mondo.
L’assessore regionale Daniele D’Amario è soddisfatto per l’andamento dei flussi turistici. «I dati di agosto ci danno conferma di uno strapieno in ogni località turistica», dichiara, «sono finalmente cadute le ultime perplessità sul Covid che, in particolare a luglio, hanno portato a qualche disdetta all’ultimo momento. Non mi voglio sbilanciare ma l’agosto sarà migliore del prepandemia, è una mia percezione».
Tra le motivazioni di questa preferenza per l’Abruzzo resta forte l’effetto Covid. «Il fatto che gli italiani vadano meno all’estero», conferma l’assessore, «ha aiutato anche noi. Mare, montagna, turismo esperenziale, ce n’è per tutti i gusti»
Confermata anche la tendenza delle famiglie a spendere meno. «Parlando quotidianamente con gli operatori», conclude D’Amario, «sono cresciute le presenze ma la gente spende un pochino meno e anche chi potrebbe permetterselo evita eccessi. Me lo ha detto oggi stesso (ieri ndr)il mio balneatore. Al ristorante, chi prima mangiava primo e secondo, oggi mangia solo il primo».
Segno dei tempi che cambiano e che devono fare i conti con una situazione economica ai limiti di guardia. Il caro benzina, le bollette alle stelle, la borsa della spesa che si è considerevolmente ristretta: sono le difficoltà quotidiane delle famiglie.
E il turismo, inevitabilmente, ne risente. Ecco perché il flusso di visitatori che cresce e invade città della costa e borghi dell’entroterra può diventare la chiave di volta per un rilancio dell’economia. Buona politica e collaborazione con egli operatori del settore: è qui il punto si svolta ineludibile per combattere la crisi e rilanciare i territori. (d.r.)
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