Fusione dei Comuni, Salle dice sì
Primo ok tra i sette paesi coinvolti nella proposta di “Ripensiamo il territorio”
CARAMANICO TERME. Si avviano le trattative fra i comuni dell’alta Val Pescara, Tocco Casauria, Caramanico Terme, Sant’Eufemia a Maiella, Salle, Bolognano, Abbateggio e Roccamorice sulla fusione delle loro municipalità.
L’iter si accelera dopo che il consiglio comunale di Salle, nella seduta del 24 novembre, sulla base di una relazione della propria Commissione sulla coesione territoriale, formata da Beniamino Toro, Cristina D’Aviero e Davide Morante, ha approvato all’unanimità una relazione che indica l’opportunità di ricorrere alla fusione, e aprire un tavolo di lavoro con gli altri Comuni, fissando a quattro mesi la verifica dell’avanzamento.
«La fusione», spiega Gianni Natale attivista del movimento Ripensiamo il territorio, «può essere uno strumento di base per risollevare i destini di centri abitati dell’area delle Valli del Pescara e dell’Orfento-Orte, gravemente colpiti dalla riduzione dei trasferimenti finanziari statali, dallo spopolamento e dalla conseguente crisi delle attività economiche e commerciali».
La Commissione, dopo mesi di lavoro, ha evidenziato come si siano persi nell’area trasferimenti statali pari al 50 per cento dal 2010, pari circa a un milione di euro.
«Un dato drammatico», commenta Natale, «che fa guardare strategicamente al futuro e a cosa ne sarà dell’area nei prossimi 10 anni se non si trovano soluzioni per invertire la tendenza. La strumento della fusione dei comuni», va avanti Natale, «prevede incentivazioni statali del 40 per cento di quelli del 2010 e incentivazioni regionali, che in totale porterebbero a un introito superiore a 10 milioni di euro in 10 anni, oltre alla sospensione del patto di stabilità per 5 anni. Ovviamente», fa notare Natale, «questo prevede che con le incentivazioni si costruisca un progetto di sviluppo territoriale che preveda la realizzazione di scuole, migliore mobilità, comunicazioni, trasporti, turismo, sistemazioni idrogeologiche del territorio, protezione civile e cultura, aderente ad una popolazione di circa 7mila abitanti che ne farebbe la comunità più popolosa dell’alta Val Pescara, con i conseguenti vantaggi economici e politici».
Tra i passi successivi spiccano gli incontri con amministratori, cittadini, classe produttiva e imprenditoriale a un tavolo di condivisione e discussione che li renda protagonisti.
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