Fusione dei tre Comuni si va verso il referendum

10 Gennaio 2015

Le amministrazioni di Popoli, Collepietro e San Benedetto in Perillis procedono, ma per realizzare il progetto c’è bisogno di una legge regionale

POPOLI. Ci si prepara a Popoli, Collepietro e San Benedetto in Perillis per presentare il progetto di fusione che avverrà nei tre centri il 20 e 21 gennaio. E lo si farà ancora con più convinzione visto che «il dibattito sulla coesione e su un nuovo assetto dei Comuni abruzzesi» spiega l'assessore Giovanni Diamante «lentamente sta diventando il fulcro che anima le discussioni sulle possibili vie d’uscita da una crisi che da economica rischia, ogni giorno di più, di diventare sociale e d’identità».

La presentazione della proposta di funzione è propedeutica alla preparazione dei referendum consultivi che si dovranno tenere nei tre centri alle prossime scadenze elettorali di primavera (Collepietro e San Benedetto), perché a decidere dovranno essere tutti i cittadini e non solo le giunte o i Consigli comunali. «Saranno evidenziatei i benefici che protranno derivare da questa operazione e le nuove possibilità di crescita dei nostri centri» incalza Diamante «a cominciare dall'uscita dal patto di stabilità e soprattutto la formazione di una nuova coscienza civile di coesione e partecipazione alla vita amministrativa, com’è avvenuto in Italia per una sperimentazione già in atto per altri Comuni. La nostra dovrà essere una decisione condivisa e sostenuta, perché per portarla a conclusione avremo bisogno della promulgazione di una legge regionale nella quale si consideri anche la problematica di appartenenza territoriale delle tre municipalità con Popoli, in provincia di Pescara, e Collepietro e San Benedetto in Perillis in provincia dell'Aquila. Dunque il riscontro elettorale di primavera costituirà la prima verifica attesa del nostro progetto che stiamo portando avanti con la partecipazione del movimento Ripensiamo il territorio».

E qui, è bene chiarire si parla di fusione, non di unione dei Comuni che sono le uniche sperimentazioni prodotte in Abruzzo fino a oggi. «Queste stanno saltando quotidianamente» riprende Diamante «poiché non riescono a variare le condizioni di gioco per le amministrazioni locali che si associano con questa formula e non dimostrando di essere risolutive delle problematiche comuni. Siamo dispiaciuti di assistere al fallimento dell'esperienza dell'Unione a cominciare da quelle delle aree Frentana e Maiella Occidentale, ma questo» chiosa Diamante «ci rincuora sulla certezza che la vera soluzione da perseguire è quella da noi percorsa della Fusione dei Comuni e non già dell'Unione».

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