«Fusione irrealizzabile» Trulli dice no in Consiglio

SPOLTORE. «La fusione con Montesilvano e Pescara è a oggi irrealizzabile». Torna a ribadirlo il sindaco di Spoltore Chiara Trulli, nella discussione del consiglio comunale dedicato allo stato di...
SPOLTORE. «La fusione con Montesilvano e Pescara è a oggi irrealizzabile». Torna a ribadirlo il sindaco di Spoltore Chiara Trulli, nella discussione del consiglio comunale dedicato allo stato di avanzamento del processo di fusione. «La legge regionale 26 del 2018 prevede la fusione al primo gennaio 2023» ricorda il primo cittadino. «Entro il 30 settembre l’assemblea istitutiva della Nuova Pescara dovrebbe trasmettere una relazione conclusiva sul processo di fusione ai Comuni, e in base a questa relazione entro 30 giorni i consigli comunali possono votare per chiedere, a maggioranza qualificata, un rinvio al primo gennaio 2024. Tra un mese da oggi dovrebbe arrivare una relazione conclusiva sul processo di fusione. Sono tempistiche irrealizzabili», rimarca Trulli, «come sancito anche dalle riunioni dell'assemblea, l'ultima del 3 febbraio 2022». E il sindaco di Spoltore prosegue: «Mi preme ricordare che la legge istituiva è del 2018: quando si dice che i tempi sono maturi non possiamo dimenticare che dal 31 gennaio 2020 abbiamo vissuto una situazione di stallo sotto gli occhi di tutti. Tutte le amministrazioni si sono concentrate sulla gestione dell’emergenza sanitaria, e non lo diciamo noi, lo dice la Regione nella legge che ha rinviato al 2023».
E nell’elencare i motivi della sua contrarietà alla fusione nel 2023, Trulli aggiunge: «In una nota congiunta del 2020 i sindaci chiedevano assistenza tecnica per arrivare alla fusione. Non ha mai ricevuto risposta». E cita la professoressa Claudia Tubertini di Progetto Italiae, un laboratorio del Ministero che si occupa di assistenza tecnica alle fusioni tra comuni: «Ha detto che questa fusione è così straordinaria che “non sono in grado di dare alcuna assistenza tecnica, ma al massimo indicare dei criteri metodologici”», sottolineando che Italie è un Progetto del dipartimento per gli Affari regionali e le Autonomie, cofinanziato dal programma operativo “Governance e Capacità Istituzionale” 2014-2020 per favorire l’ottimizzazione del governo locale.
«Noi chiediamo che si arrivi a questa fusione, se proprio ci si deve arrivare, con tutta la preparazione del caso: le fasi calendarizzate nella legge regionale non sono saltate per colpa dei consigli comunali, quello che è mancato è la predisposizione degli atti, i consigli non elaborano atti, i consigli si esprimono su atti dei tecnici. Non c'erano i presupposti», conclude il sindaco.
In consiglio si è poi discusso dei 300 mila euro che la Regione avrebbe dovuto mettere a disposizione, per dare incarichi ad esperti di diritto amministrativo in grado di catalizzare il processo di fusione.

