Gallerati non ci sta: De Martinis si dimetta

4 Novembre 2016

Sfratto della protezione civile da via Calabria. Il presidente dell’associazione attacca il vicesindaco

MONTESILVANO. Non si ferma il braccio di ferro tra amministrazione civica e nucleo di protezione vivile sfrattato dalla sede di via Calabria con la giustificazione del Comune di dover risparmiare sulle spese di affitto. Dopo le accuse di ingratitudine da parte del vicensindaco Ottavio De Martinis, rivolte al presidente dell'associazione Andrea Gallerati, quest'ultimo chiede le dimissioni dell'amministratore.

«Da quale pulpito viene la predica», tuona Gallerati, «al contrario, spetta al Comune essere riconoscente mei confronti dell’associazione, che se può vantare di essere la più operativa della provincia e tra le più impegnate della regione, è proprio grazie alle convenzioni con altri enti, dato che con gli 8mila 744 euro erogati dal Comune (solo dallo scorso anno, dopo 6 anni di collaborazione gratuita) è impossibile affrontare spese degne di nota come l’acquisto di un mezzo: non a caso, l’associazione ha acquistato 9 mezzi a proprie spese grazie ai servizi svolti, mentre un pick-up è stato assegnato dalla Regione». Gallerati ribatte anche alle accuse di aver occupato, senza alcun titolo, il casotto di legno sul lungomare, ricordando la delibera del 2011 con la quale l'allora sindaco, Pasquale Cordoma, concesse il box all'associazione e alla Croce Rossa. Circostanza confermata dall'ex primo cittadino che oggi suggerisce all'amministrazione di temporeggiare sullo sfratto data l'emergenza terremoto. Quanto alle accuse di strumentalizzare l'associazione per fini personali, Gallerati si riserva di adire alle vie legali nei confronti del vicesindaco del quale però chiede le dimissioni. Sul tema interviene anche la consigliera Manola Musa che, convididendo la necessità di risparmiare sugli affitti, ricorda il lavoro prezioso svolto dai volontari e sottolinea quanto questa polemica, nata in piena emergenza terremoto, provochi sdegno e rammarico.

«Propongo al sindaco Maragno di gestire personalmente questa diatriba e garantire alla protezione civile una postazione provvisoria, magari nel nostro autoparco comunale sino a quando non sarà trovata una soluzione condivisa per il bene della città che, nelle situazioni di calamità, ha assoluto bisogno del supporto degli amici della protezione civile. I volontari», chiude Musa, «non possono subìre le ingerenze di una politica impreparata e saccente». (a.l.)

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